Blitz nel ristorante aperto In 35 trovati a pranzare

25 Gennaio 2021

Nuova verifica di polizia e carabinieri al Ruvido, locale che protesta contro i divieti Identificati anche i clienti, alcuni da fuori regione. Il titolare: «Nessun multato» 

LANCIANO. In 35 a pranzo nel ristorante aperto nonostante i divieti anti-Covid. Nuovo blitz delle forze dell’ordine al “Ruvido” di piazza Dellarciprete, l’unico locale a Lanciano e in provincia di Chieti ad aderire all’iniziativa #Ioapro, la protesta nazionale dei ristoratori contro i divieti del decreto anticontagio. Nell’ambito dei servizi di prevenzione e controllo, intensificati dal questore di Chieti Annino Gargano, nel locale in centro città ieri è scattato un nuovo controllo, questa volta interforze, coordinato dal vicequestore Lucia D’Agostino, dirigente del commissariato di Lanciano. Sul posto due volanti della polizia e una pattuglia dei carabinieri.
Agenti e militari sono arrivati al ristorante poco dopo le 13,30, trovando al suo interno 35 persone che stavano pranzando sedute ai tavoli. Tutte sono state identificate. Per il titolare del locale, Massimiliano Serrapica, è scattato il verbale d’ispezione e accertamento. In seguito ai controlli, come confermano le forze dell’ordine, seguiranno sanzioni amministrative per somministrazione e consumo sul posto, che sono appunto vietati dalle disposizioni anti-Covid (in zona arancione sono previsti solo consegne a domicilio e asporto). L’attività, inoltre, sarà chiusa per 5 giorni. Le sanzioni partono da 400 euro, ma in caso di recidiva la somma raddoppia. Da quando il 15 gennaio scorso ha riaperto le porte del suo locale - «per necessità», ha chiarito da subito Serrapica - il ristoratore “ribelle” ha già collezionato diversi verbali e controlli, ma non desiste. Anche sabato sera, con 25 persone ai tavoli, sono arrivati i carabinieri. «Sabato sera per il Corso sembravano le feste di settembre», dice piccato Serrapica, «c’era gente ammassata ovunque, ma nessuno a controllare. È facile venire dentro al ristorante, dove i clienti sono tutti distanziati».
I controlli sembrano non scoraggiare neanche gli avventori, che continuano a frequentare il locale anche in segno di solidarietà. «Ieri per il pranzo sono arrivati dalle Marche, da Teramo, Giulianova, San Salvo», racconta Massimiliano Serrapica, «sono venuti a sostenermi anche due colleghi ristoratori, da Teramo e Pescara. Ai controlli delle forze dell’ordine i miei ospiti hanno protestato civilmente. Ci tengo a precisare che, come le altre volte, nessuno all’interno del mio locale ha ricevuto multe: dei clienti vengono presi solo i nominativi con la specificazione che dopo arriverà il verbale. Ma a quanto ammonta? Chi lo decide se nessuno ha niente in mano? Io stesso non mi posso opporre al verbale di accertamento», puntualizza il ristoratore, «posso solo inviare scritti difensivi o chiedere di essere sentito, perché è il prefetto che dà la sanzione. Ma questo nessuno lo spiega».
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