Blitz sottocosta: maxi sequestro di nasse

Dopo l’Sos della Piccola pesca il Circomare scopre un’intensa attività di pesca di frodo vicino al lido
VASTO. Erano convinti che ancora una volta nessuno si sarebbe accorto di quello che facevano. In realtà l’autorità marittima allertata dagli Sos lanciati dai componenti la Piccola pesca stava indagando con estremo riserbo. Quando hanno gettato le reti, o meglio le nasse, sono stati subito bloccati. L’Ufficio circondariale marittimo (Circomare) di Punta Penna, ha sequestrato 36 nasse posizionate in modo illegale. «Le nasse», spiega una nota del Circomare, «erano a meno di 100 metri dalla costa anziché ai 300 metri minimi previsti dalla normativa». I segnali utilizzati per indicare la presenza delle reti oltre a non essere conformi avevano una matricola identificativa non esistente, quindi falsa. Le nasse erano piene di pescato. «Le seppie, ancora vive e alcune delle quali con uova non deposte, sono state rilasciate in mare», dice il comandante del Circomare, Giuliano D’Urso. Sono in corso indagini per risalire ai proprietari delle nasse. «In questo periodo inizia la pesca della seppia che si avvicina sotto costa per la riproduzione. I pescatori abusivi che utilizzano attrezzi non conformi in aree vietate o che tentano di rubare il pescato dagli attrezzi dei pescatori della locale Piccola pesca sono numerosi». L’attività di controllo continuerà con rigore anche nelle prossime settimane.
I servizi sono mirati in particolare al controllo della quantità di pescato e sia alla gestione comune delle risorse. «Con l’inizio della stagione balneare gli attrezzi dovranno essere ad almeno 500 metri di distanza dalla costa», ricorda il comandante D’Urso. (p.c.)
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