Blu Parking: siamo noi i veri danneggiati
La società che gestisce i parcheggi risponde al costruttore Cocco, chiederà 12 milioni al Comune
CHIETI. Nella vicenda del parcheggio da 600 posti mai sorto al Terminal bus, «l’unico soggetto realmente inadempiente è il Comune». Così risponde la Blu Parking, società distinta dalla Ecoesse, attraverso il suo legale, l’avvocato Antonio Pimpini. E al proprietario del terreno su cui doveva nascere il parcheggio, l’imprenditore teatino Teresio Cocco che ha chiesto 5 milioni di danni, la società replica che «la decadenza del vincolo urbanistico è atto imputabile in via esclusiva alla scelta dei dirigenti del Comune, non certo alla Blu Parking Scarl». Sarebbero i tempi del progetto di finanza a scagionare quest’ultima da qualsiasi responsabilità a riguardo: «Il piano triennale delle opere pubbliche del Comune, che includeva anche il project», precisa Pimpini, «è stato approvato nel 2005 e reso esecutivo nel 2009. Ne discende che la Blu Parking non può che andare esente da qualsiasi responsabilità al riguardo. Al contrario, è la Blu Parking l’unico soggetto che ha realmente subìto un nocumento attestato». Tra danno emergente e lucro cessante, la cifra ammonterebbe a oltre 12 milioni di euro. Cifra che la società dice di aver già richiesto al Comune, avviando quello che Pimpini definisce il vero « contenzioso milionario», a seguito della richiesta, che sta per avvenire anche in sede giurisdizionale. «Il Comune ha semplicemente inoltrato una lettera di risoluzione del project», aggiunge Pimpini che bolla la richiesta come «pacificamente infondata, nonché fermamente contestata e contrastata dalla Blu Parking». Quanto all’arresto del liquidatore della Ecoesse, Aniceto Del Pizzo, l’avvocato afferma che «non è in alcun modo riferibile» a quella del project «e in genere alla gestione dei parcheggi ed è sicuramente estranea alla Blu Parking». Per quanto attiene, infine, alle indagini della Procura, la Blu Parking assicura che non intende affatto sottrarvisi « avendo fiducia nella magistratura, non senza ribadire l’assoluta estraneità da qualsiasi fatto di rilievo penale».

