Blutec rinuncia all’acquisto La San Marco va a Scattolini

9 Febbraio 2017

La multinazionale di Verona, che già lavora per Sevel, spunta a sorpresa nella trattativa L’offerta prevede la conferma dei 200 operai ma i sindacati aspettano il piano industriale

LANCIANO. È la multinazionale Scattolini di Verona, industria leader in Europa per la produzione di cassoni fissi e ribaltabili destinati a veicoli commerciali, ad aggiudicarsi la San Marco. L’azienda veneta è spuntata a sorpresa nelle ultime settimane in una delicatissima trattativa post-fallimento che, finora, aveva visto come unico acquirente interessato solo il gruppo Stola (oggi Blutec) che di fatto ne ha gestito le attività con la formula dell’affitto di azienda a seguito della dichiarazione di fallimento della gestione Sideri nel 2012.

Ma la Blutec non si è presentata ad una delle ultime aste e non ha esercitato il suo diritto di prelazione. Si apre, quindi, un nuovo e inedito scenario nella parabola San Marco. Un’azienda florida, nata a Lanciano con il nome San Marco Costruzioni Meccaniche negli anni Cinquanta per volontà del cavaliere del lavoro (lo è diventato nel 1991) Icilio Sideri, uomo tenace che ha rappresentato uno dei pilastri dell’industrializzazione abruzzese. Il nuovo acquirente (il nome non è stato rivelato inizialmente per non turbare le trattative in corso) è spuntato del tutto a sorpresa solo a metà dello scorso gennaio, in una delle ultime aste fallimentari della San Marco. Nessuno immaginava chi ci fosse dietro questa operazione che, tuttavia, ha lasciato nello sconcerto i circa 200 operai della San Marco. Unica cosa certa era che l’offerta, per 1.650.000 euro su un prezzo base di 1.851.045, comprendeva anche la conferma di tutti i dipendenti. Un elemento questo che aveva acceso più di una speranza dato che, invece, sul tavolo delle trattative della Blutec è stata sempre presentata la richiesta di 80 esuberi.

La Scattolini, secondo quanto appreso nell’ambiente automotive, sarebbe un’azienda sana con prospettive di crescita e diversi stabilimenti in Europa. Non si esclude che dietro l’operazione possa esserci la mano di Fca, visto che attualmente la San Marco produce essenzialmente componenti per Sevel. Ma resta l’incognita futuro. L’azienda veronese avrebbe presentato anche un piano industriale, che però deve essere ancora messo al vaglio delle parti interessate, tra cui i sindacati. Tra i dubbi da sciogliere, oltre al fatto di poter essere in grado di occupare e gestire tutti i dipendenti, c’è anche il fatto che la Blutec gestisce anche altre aziende legate alla San Marco, la Sogeco e la Essegiesse. Inoltre aveva già acquistato un magazzino al fallimento e l’affitto della Sogeco scade il 30 giugno.

«La rinuncia da parte del gruppo Blutec di far valere la prelazione apre un nuovo scenario che dovrà essere approfondito nelle prossime settimane», commenta Primiano Biscotti (Fim-Cisl), «come abbiamo sempre detto per noi l’obiettivo è la ricollocazione di tutti i 200 lavoratori dell’ex gruppo Sideri. Bisognerà capire dal piano industriale se Sevel, e quindi il gruppo Fca, ha deciso di continuare a produrre i cassoni con il nuovo gruppo e se sono previste nuove lavorazioni». «Ci auguriamo che questa sia la vera svolta per i lavoratori», interviene Achille Di Sciullo (Uilm-Uil), «e che non si parlerà più di esuberi e ammortizzatori sociali. I lavoratori hanno bisogno di tornare a vivere nella normalità dopo tanti anni di incertezza».

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