Bocciata la centrale elettrica sull’Aventino

31 Ottobre 2015

Gessopalena, dal Tribunale delle acque no all’impianto. Di Guglielmo: grazie alla ex giunta di Civitella

GESSOPALENA. Il Tribunale superiore delle acque (Tsa), di Roma, ha bocciato la realizzazione della contestata centrale idroelettrica sul fiume Aventino; la sentenza è destinata a entrare nella giurisprudenza. Fu l’ex sindaco di Civitella Messer Raimondo, Paolo Di Guglielmo, a presentare il ricorso al Tsa contro il progetto, portato avanti e autorizzato dal Comune di Gessopalena, che avrebbe comportato grossi lavori sulle sponde e la riduzione della portata del fiume del 75% con l’acqua intubata per due chilometri e mezzo.

«La sentenza ha annullato gli atti di autorizzazione rilevando un difetto d’istruttoria proprio sugli aspetti naturalistici, e in particolare in merito alla presenza stabile della lontra e del gambero di fiume lungo l'Aventino», spiega Augusto De Sanctis, del Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua. È soddisfatto l’ex sindaco Di Guglielmo. «Dico grazie alla mia giunta e al consiglio comunale dell’epoca, ai tecnici e in particolare alla professoressa Anna Loy, una delle maggiori esperte e ricercatrici in tema di lontra a livello europeo, agli avvocati, ai movimenti spontanei in difesa del fiume, al Wwf, unica associazione ambientalistica che ci ha sostenuto, al contrario di Legambiente, agli operatori turistici del territorio che con noi hanno combattuto questa battaglia».

La sentenza sancisce che gli ultimi 11 chilometri rimasti di Aventino sono preziosi, perché habitat della lontra e del gambero e fragili, poiché l’ecosistema che garantisce tali presenze è sempre più a rischio. «Uniche note stonate, in questi quasi quattro anni di battaglia: la miopia amministrativa e politica mostrata dall’allora sindaco di Gessopalena e presidente della Comunità montana, Antonio Mario Innaurato che, nonostante i miei tentativi prima di dialogo e poi di diffide, ha continuato a portare avanti una scellerata idea, che oggi, oltre a non realizzarsi più, peserà sulle casse del Comune di Gessopalena che, per il momento, pagherà 8mila euro di spese processuali a Civitella e agli altri ricorrenti; il poco coraggio mostrato dai miei allora colleghi sindaci, che forse per logiche di partito, forse per timore reverenziale nei confronti di Innaurato, non si schierarono in difesa del nostro territorio; il ruolo della Regione e in particolare dell’allora direttore generale Antonio Sorgi; il silenzio del sindaco di Civitella, Danilo D’Orazio, che dalla sua elezione, a maggio 2014, non ha mai preso posizione sull’argomento».

Matteo Del Nobile

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