Bocciato due volte, la scuola non lo vuole

Alunno 13enne secondo il consiglio di classe non può frequentare la prima media per la terza volta. La famiglia denuncia
FOSSACESIA. Marco (nome di fantasia) ha 13 anni, non gli piace tanto studiare, o forse non ci riesce, o semplicemente non vuole farlo perchè ha altre cose che gli affollano la mente. È stato bocciato due volte e per il terzo anno consecutivo dovrebbe frequentare la prima media in un istituto scolastico di Fossacesia.
Ma è il primo giorno di scuola e Marco ha il suo zainetto e l’emozione, il sottile nervosismo e le aspettative che volano nello stomaco di tutti i ragazzi all’esordio con il nuovo anno scolastico. Dovrebbe essere un giorno felice, di quelli che inaugurano un altro anno di amicizie, risate, cose da imparare.
E invece Marco proprio quel giorno va a scuola con i carabinieri. La scuola non lo vuole e sua mamma quel giorno ha quella disperazione che può avere solo una donna con due figli, un lavoro in fabbrica che ti ammacca le ossa e la mente e una difficile separazione alle spalle.
La storia viene raccontata dall’avvocato di Lanciano Pietro Cotellessa, che è anche insegnante. «Da quanto ricostruito», dice il legale della donna, «parrebbe che il consiglio di classe solo il giorno prima dell’avvio dell'anno scolastico, l’11 settembre, abbia adottato la decisione di non ammettere il ragazzo nella classe prima, sulla base di una normativa nazionale che vieterebbe l’iscrizione per tre anni consecutivi nella stessa classe e nel medesimo istituto». Ma nessuna comunicazione ufficiale è stata inviata dalla scuola alla famiglia che invece ha ricevuto una telefonata soltanto nel pomeriggio dell’11 settembre dove si avvertiva che il ragazzo non avrebbe potuto frequentare la prima media. Di qui l’intervento dell’avvocato Cotellessa e, quindi, dei carabinieri di Fossacesia che sono andati a scuola giovedì scorso e hanno raccolto le dichiarazioni di tutti. Il fascicolo è già in mano alla Procura di Lanciano per l’eventuale configurazione di un reato penale.
«La normativa nazionale», contesta l’avvocato Cotellessa, «non è applicabile in una scuola media e a un ragazzo sotto i 16 anni e dunque in pieno obbligo scolastico. L’alunno è stato impossibilitato a frequentare le lezioni, sia nell’istituto di riferimento che in altro istituto data la mancata comunicazione di non ammissione in tempi utili per un trasferimento in un’altra scuola. L’alunno in questi anni ha assistito alla separazione dei genitori, dai toni accesi e che gli ha creato non pochi disagi. Non ha mai subito provvedimenti disciplinari, è in età preadolescenziale, con una difficile situazione familiare e dopo due bocciature consecutive è stato messo alla porta, escluso».
Il legale ha già inoltrato denuncia di quanto accaduto al ministero, all’ufficio scolastico regionale d’Abruzzo e al provveditorato, sollecitando un’ispezione. È stata immediatamente presentata richiesta di accesso agli atti e sarà impugnato ogni atto amministrativo in danno all’alunno.
Marco invece è a casa. Non sa ancora in che scuola andrà, ma sa che quella che lo ha bocciato per due anni oggi non lo vuole più. (d.d.l.)
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