Bolletta elettrica di luglio Conto da 87mila euro e tante attività chiuse

8 Ottobre 2022

Luci sulle strade: 47mila euro; scuole: 6mila; Teatro Fenaroli: 4mila L’assessore Ranieri: situazione delicata, servono aiuti dal governo

LANCIANO. È di 87.546,93 euro la bolletta elettrica del mese di luglio pagata dal Comune di Lanciano. Una cifra notevole per pubblica illuminazione, scuole, impianti sportivi, ma che diventa esorbitante se si pensa che è il triplo di quella pagata nel luglio 2021 e soprattutto simile a quella dei mesi di gennaio e febbraio quando le scuole sono aperte e le luci delle strade si accendono prima. Bollette che il Comune assicura di poter pagare almeno fino all'inverno (altri enti sono già in crisi) grazie a 700mila euro in più inseriti nel bilancio; e poi? «Servono aiuti dal governo, bisogna cominciare a risparmiare facendo attenzione all’uso della corrente nelle strutture pubbliche evitando di lasciare ad esempio le luci accese quando si esce e poi usando piccoli accorgimenti, come ad esempio il cambio delle luci negli impianti con quelle a led», risponde l’assessore alle finanze Danilo Ranieri, bollette alla mano.
E a leggere le bollette di luglio saltano agli occhi i costi alti dell'illuminazione pubblica, la più salata: 47.630 euro, che è la stessa cifra pagata a marzo quando le luci sono accese molte ore in più e quasi il doppio di quella di giugno - le ore sono più o meno le stesse - di 28mila euro. Poi ci sono le scuole, 6.436 euro spesi per strutture chiuse. E ancora: 3.801 euro per il teatro Fenaroli, 7.592 euro per gli impianti sportivi (molto meno di quanto pagato a gennaio e febbraio, 13.549 euro, ma ricordiamo erano per lo più chiusi), e poi via via tutte le altre voci come servizi generali, orologio (la spesa minore di 20 euro, comunque 5 euro in più rispetto ai mesi precedenti), autoparco, polizia municipale (2.397 euro a fronte di una media di 1.600 euro), biblioteca (pagati a luglio 1.893 euro mentre a giugno 890), canile, wc pubblici (raddoppiati: da una media di 230 euro a 478 euro), parchi e servizi sociali. Insomma un totale di 87.546 euro: 30mila euro in più di giugno, quando le scuole e gli impianti sportivi erano aperti.
«La situazione è delicata», spiega Ranieri, «abbiamo ritardato il bilancio in modo da avere almeno contezza della spesa elettrica per i primi 6 mesi dell’anno. Abbiamo quindi inserito 700mila euro in più, prevedendo gli aumenti. Ma tra luglio e agosto il sistema è impazzito ancora di più e andremo in difficoltà. Non avremo, rassicuro, distacchi di corrente perché le bollette le riusciremo a pagare, ma servono aiuti, in primis dal governo. Poi si dice di spegnere un’ora prima e un’ora dopo la pubblica illuminazione e di abbassare le temperature dei riscaldamenti; vedremo. Noi», anticipa Ranieri, «seguiremo piccoli accorgimenti per provare a risparmiare. Ad esempio vorremo allungare l’apertura del Parco villa delle rose alle 21 e chiudere la pista di atletica alle 18 quando va via la società così spegniamo le luci che non sono a led».
Ed è questo un dramma per il Comune: a led c’è solo l’illuminazione pubblica. «È assurdo ad esempio che al Di Meco, campo fatto lo scorso anno, hanno messo luci vecchie e non a led», dice Ranieri. «Dobbiamo cambiare le lampadine ovunque e poi pensiamo di abbassare le luci in zone molto illuminate: ad esempio al Corso possiamo accedere i lampioni in modo alternato, senza ridurre la sicurezza». E serve un cambio culturale. «Bisogna considerare le strutture pubbliche come se fossero casa nostra», chiude Ranieri, «non si esce da scuola lasciando le luci accese. Bisogna fare attenzione».
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