Bollette all’utente morto 10 mesi fa

17 Novembre 2017

Telefonia. Fatture a un utente scomparso. Il figlio: non disattivano il servizio

VASTO. Il padre è morto a inizio anno. M.S., il figlio, ha inviato alla Tim una lettera chiedendo la disattivazione dell’utenza. A distanza di 10 mesi e dopo diversi solleciti alla società telefonica fatti anche dal suo legale, l’avvocato Sebastiano Del Casale, si è visto chiedere qualche giorno fa il versamento di tutte le bollette inviate dalla morte del padre. Pena, la segnalazione alla Simotel, il libro nero dei morosi telefonici.
«A questo punto il mio cliente ha deciso di presentare un esposto», dice l’avvocato Del Casale. «È davvero paradossale quello che accade al mio cliente», racconta il legale. «Tutto è cominciato a inizio anno quanto il padre di M.S. è mancato. Il mio cliente ha preso a casa con sé la madre e disdetto tutte le utenze della casa paterna. Ha fatto anche una comunicazione alla Tim. Il mese dopo è arrivata un bolletta. Ho inviato una lettera alla società telefonica. Le bollette, con importi sempre diversi, hanno continuato ad arrivare. A maggio ho scritto un’altra lettera alla Tim segnalando il fatto. Ad agosto la Tim ha risposto scusandosi. Esprimendo il proprio rincrescimento per l’accaduto, Tim ha assicurato che avrebbe segnalato il problema agli uffici di riferimento. Purtroppo non è successo nulla e le bollette, nonostante il mio cliente abbia staccato i fili e quindi il telefono sia inutilizzabile, continuano ad arrivare. Anzi gli importi aumentano», dice l’avvocato Del Casale. «L’ultima bolletta è stata di 73 euro. Non solo. Il mio cliente ha ricevuto anche una diffida. Qualora non dovesse pagare le bollette che nel frattempo si sono accumulate, sarà segnalato alla Simoitel, la Crif dei morosi telefonici. È il colmo», tuona l’avvocato. «Non solo non riesce a far sospendere un servizio che non c'è più, ma addirittura rischia di finire sul registro dei cattivi pagatori», conclude Sebastiano Del Casale. (p.c.)
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