Bollette e multe mai pagate torna il piano da 31 milioni

Domani consiglio comunale sulla rateizzazione delle cartelle per 13mila cittadini D’Ingiullo accusa: spuntano vincoli inutili, così l’operazione non serve a nessuno
CHIETI. Torna in consiglio comunale, domani dalle 9, il piano da 31 milioni di euro per recuperare soldi da oltre 13mila cittadini che non hanno pagato bollette e multe. La modifica del regolamento delle entrate comunali, con la possibilità di saldare i debiti a rate, era stata già al centro di una seduta lo scorso 22 maggio ma, con i pareri contrari del dirigente Franco Rispoli e del collegio dei revisori dei conti, l’operazione era fallita tra le polemiche dei ribelli del centrodestra e dell’opposizione. Il sindaco Umberto Di Primio ora ci riprova _ lo stesso Di Primio però aveva garantito l’approvazione del piano «entro il 15 giugno» _ e lo fa all’inizio della campagna elettorale: le elezioni sono in programma il 20 e il 21 settembre.
NO DI FORZA ITALIA. Contro l’amministrazione si erano schierati i 4 consiglieri di Forza Italia, Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale e Maurizio Costa, tutti fedelissimi di Mauro Febbo che adesso con la lista civica Forza Chieti sostengono il candidato sindaco Bruno Di Iorio. E le posizioni restano contrastanti: si annuncia un nuovo scontro e l’approvazione del piano è a rischio.
BUCO DA 31 MILIONI. Ma i numeri dicono che la rateizzazione delle cartelle di Ici, Imu, Tasi, Tarsu, Tia, Tari, acqua, pubblicità e pubbliche affissioni e Cosap interessa un residente su 5: sono 10.981 i residenti che hanno ricevuto i solleciti e non hanno saldato il conto aperto con il Comune; altri 2.215, poi, sono le imprese, le associazioni e gli enti privati in debito con l’amministrazione. La rateizzazione riguarda 13.196 posizioni. Gli oltre 10mila residenti-evasori devono 17.238.485,66 euro. Il resto è dovuto da più di 2.200 persone giuridiche per un totale di 13.601.882,07 euro. Un buco da 31 milioni di tasse non pagate. Secondo la bozza di delibera, la durata massima della dilazione è di 60 mesi con rata minima di 100 euro. Per importi fino a 250 euro non è prevista rateizzazione; da 250,01 a 500 cinque rate mensili; da 500,01 a 2.000 dodici rate mensili; da 2.001 a 6.000 ventiquattro rate mensili; da 6.000,01 a 20.000 trentasei rate mensili; oltre 20.000,01 sessanta rate mensili.
D’INGIULLO ACCUSA. Alla delibera che arriva in consiglio, stavolta, sono allegati pareri favorevoli. Cosa è cambiato? D’Ingiullo, presidente della commissione bilancio, lancia accuse e parla di «ennesima sveltina»: «Dopo il ritiro in consiglio quel provvedimento avrebbe dovuto essere ridiscusso in commissione per capire che cosa stesse accadendo ma ho convocato una seduta di aggiornamento e abbiamo constatato che, alla chetichella, solo alcuni consiglieri (forse per acquisire un po’ di popolarità in vista delle prossime elezioni) hanno cercato di confezionare la delibera facendo miracolosamente cambiare parere al dirigente. Dico miracolosamente», aggiunge, «perché in precedenza il parere negativo era basato esclusivamente sul fatto che non si potesse aumentare il numero delle rate da 36 a 72 pena il disequilibrio finanziario dell’ente con conseguente pericolo di dissesto finanziario». Secondo D’Ingiullo, ora, sarebbero spuntati «vincoli burocratici che inevitabilmente minano il buon esito della procedura di rateizzazione. Mi riferisco all’obbligo della fideiussione bancaria per importi superiori a 15mila euro, vincolo che pregiudicherebbe il buon esito di oltre 800 posizioni per un introito complessivo di circa 15 milioni di euro. Forza Italia presenterà un emendamento per eliminare questa garanzia che, oltre a essere onerosa, è anche difficile da ottenere».

