Bollette pazze e aumenti choc: in cento protestano al Consorzio

Le tariffe irrigue alle stelle scatenano le lamentele in 36 Comuni delle province di Chieti e Pescara L’accusa: «Richieste di pagamento con toni minacciosi anche a chi non usufruisce del servizio»
CHIETI. «Ho un appartamento al secondo piano senza terreno, mi dite di quale bonifica abbiamo bisogno?». Il caso di Mauro Petini, residente a Chieti Scalo, che si è visto arrivare per la prima volta quest’anno richieste di pagamento da parte del Consorzio di bonifica Centro, è solo uno dei tanti. La platea dei contribuenti del Consorzio si è improvvisamente allargata e dagli uffici consortili di Chieti Scalo è partita una serie di avvisi di pagamento che ha rinfocolato la protesta, da tempo accesa, contro i canoni consortili rincarati.
A portare avanti la protesta è il comitato Bonifica Sostenibile del presidente Gabriele Trovarelli, comitato che si è messo subito a disposizione per predisporre istanze e ricorsi. E che ieri mattina era presente alla protesta davanti alla sede scalina del Consorzio presa d’assalto da un centinaio di residenti che non avevano alcuna intenzione di pagare.
«Sono qui perché mi hanno chiesto di pagare per una particella di terreno che non è di mia proprietà», dice Verino Pesolillo di San Giovanni Teatino, arrivato con tanto di mappe catastali che comprovano le sue ragioni. Ettore Giardinelli, pensionato di Chieti, lamenta lìimporto dell’ultima richiesta consortile: «Per 5 metri quadri di terreno mi è arrivata una bolletta di 200 euro, quando fino all’anno scorso non si superava i 70 euro». Stesso problema per Domenico Di Bartolomeo di Chieti, che da un anno all’altro ha visto triplicare gli importi: «L’anno scorso ho pagato 228 euro», dice con i documenti in mano, «adesso mi chiedono 641 euro». Anche il teatino Silvio Cornacchia denuncia gli enormi rincari di «bollette impazzite».
«Importi rincarati e servizio scadente», aggiunge il giovane imprenditore teatino Giovanni D’Alberto che lamenta una «mancata erogazione dell’acqua da novembre dell’anno scorso fino allo scorso luglio: in pratica tra il maltempo e il cattivo funzionamento del Consorzio ho perso quasi tutta la produzione dei miei vigneti».
«Il mio caso ha del surreale», denuncia Giuliana Pavone di Montesilvano, «mi chiedono di pagare per un terreno sul territorio comunale di Chieti che io ho venduto da tempo e che comunque non usufruiva del servizio di bonifica, essendo un appartamento al secondo piano che non aveva bisogno dell’allaccio alla rete consortile. Mi è arrivata una richiesta di pagamento con toni anche intimidatori e minacciosi».
Il Consorzio – che serve 36 comuni, di cui 17 della provincia di Chieti e 19 di quella di Pescara – si prepara nel frattempo alle elezioni dopo il lungo periodo di commissariamento: il voto è fissato per il 26 novembre. L’ampliamento della contribuenza porterà nelle sue casse, secondo il comitato di Trovarelli, circa 600mila euro.

