Bollette pazze nella casa disabitata

Il caso di una donna alla quale sono arrivate richieste di 500 euro per consumi d’acqua mai fatti
CHIETI. Una casa disabitata dal 2007 dove, però, continuano ad arrivare salate bollette dell’acqua. A raccontare l’accaduto è il teatino Giovanni Cielo che si riferisce all’appartamento di proprietà della madre, che dice essere disabitato dal mese di giugno 2007. Il fatto che un locale sia disabitato non significa che non bisogna pagare un minimo di canone idrico, ma la cifra arrivata in bolletta al signor Cielo è apparsa subito troppo alta. E, a stare al suo racconto, lo ha riconosciuto anche la stessa Teateservizi, dove, però, pare che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra. Perché da una parte è stato detto al Giovanni Cielo di non pagare la bolletta, assicurando l’invio di personale specializzato per provvedere a una nuova ed evidentemente più corretta lettura del contatore dell’acqua, dall’altra, invece, non solo dalla società di riscossione non è arrivato nessuno, ma, per tutta risposta, non si sono interrotte le richieste di pagamento.
La prima cartella esattoriale contestata è quella relativa al canone idrico del 2010, arrivata ad ottobre 2011. La bolletta, per un importo di 288 euro, è stata subito contestata, «in quanto la lettura indicata», spiega Cielo, «era superiore a quella mostrata dal contatore». Dalla Teateservizi sembrano riconoscere l’errore: «Ci è stato detto», dice infatti il figlio della proprietaria, «di non pagare la bolletta e che sarebbe stato inviato personale per una lettura del contatore». Nessuno, però, si fa vedere e non arrivano neanche comunicazioni in merito alla questione. A maggio del 2012, però, arriva un’altra bolletta, relativa al canone idrico del 2011, dell’importo di 229 euro. Anche in questo caso ci sono tutti i motivi per contestare la richiesta di pagamento, cosa che viene fatta un mese dopo. Le ragioni sono le stesse della prima contestazione, ovvero la lettura del contatore indicata sulla bolletta è superiore a quella reale del contatore, ma questa volta dalla società di riscossione non arriva alcuna risposta.
Ad ottobre del 2012 viene effettuata la voltura dell’utenza, comunicando anche la lettura del contatore. Anche in questa occasione la società pubblica assicura l’invio di personale tecnico per una lettura del contatore, ma pure stavolta non si vede nessuno, né arrivano comunicazioni a riguardo.
L’esasperazione di Giovanni Cielo deve aver toccato l’apice quando si è accorto che neanche l’indirizzo di posta elettronica (indicato sia sulla lettera di accompagnamento della bolletta sia sul sito internet della società) non funzionava, cosa che lo ha costretto a tornare al vecchio metodo della raccomandata, con perdita di tempo e di denaro.

