Bollette Tari all’esame dei revisori dei conti

Dopo la denuncia di De Lio e Melideo, Di Primio chiama in causa il collegio: via ai controlli sulle tariffe
CHIETI. Sarà il collegio dei revisori dei conti a dire se, a Chieti, i cittadini pagano bollette della Tari troppo elevate. La decisione è arrivata ieri dopo una riunione tra i due consiglieri dell’Udc, Mario De Lio e Roberto Melideo, che hanno denunciato «un verosimile errore/inesattezza» da oltre 1,2 milioni di euro, il sindaco Umberto Di Primio, gli assessori Alessandro Bevilacqua, Carla Di Biase, Maria Rita Salute e il funzionario Luca Franceschini. «La nostra relazione di 9 pagine sarà trasmessa ai revisori per accertare lo stato dei fatti e perseguire eventualità responsabilità», dicono De Lio e Melideo. Dopo aver ottenuto l’assicurazione da parte del sindaco, i due hanno votato sì al bilancio. «Abbiamo sollevato il caso di un ingiusto aumento della Tari per i cittadini di Chieti», spiegano i consiglieri, «un fatto amministrativo e non politico per salvaguardare gli unici interessi dei residenti». Adesso, la parola passerà al collegio dei revisori dei conti, il presidente Angelo Palombizio e i due componenti, Luciana Cunicella e Alfonso Di Sabatino Martina: saranno loro a dire se, in città, è stata pagata due volte la stessa cosa, cioè lo smaltimento dell’organico.
Secondo De Lio e Melideo, le carte del Comune contengono «un verosimile errore/inesattezza»: «L’analisi approfondita della documentazione in nostro possesso», dicono, «mette in evidenza un verosimile indebito che è riscontrabile proprio nella modifica apportata al piano finanziario Tari 2019 dovuto alla richiesta di Formula Ambiente». È un groviglio amministrativo che si intreccia con un doppio debito milionario del Comune nei confronti della ditta dei rifiuti: la Formula Ambiente ha chiuso un contenzioso da 2,4 milioni nel 2014 e, nei mesi scorsi, ha ceduto a terzi un altro credito da 4 milioni. «Il controllo del piano finanziario 2017», dicono i consiglieri Udc, «indicano l’importo equivalente richiesto da Formula Ambiente, 1.234.932 euro, per gli anni 2013-2016 relativo al maggior onere per lo smaltimento dell’umido. Quindi l’importo per oneri pregressi è stato inserito nei piani finanziari 2017 e 2019 ed è richiesto ai cittadini due volte. Il riflesso di tale operazione», proseguono De Lio e Melideo, «è che i cittadini hanno già corrisposto con la Tari 2017 i maggiori oneri per il conferimento in impianti di compostaggio relativi frazione organica degli anni 2013-2016. Per questo motivo, risulta alterato il piano finanziario Tari 2019 con la conseguenza che i cittadini hanno in carico sulle tariffe 2019 un debito (2013-2016) precedentemente saldato dalla stessa utenza». (p.l.)

