Bomba contro il bar, distrutto il gazebo

Attentato ad Atessa: ripreso dalle telecamere un incappucciato mentre piazza l’ordigno sotto il pavimento, poi la fuga in Jaguar
ATESSA. Un ordigno è stato fatto esplodere nella notte tra mercoledì e giovedì sotto il gazebo esterno del bar Poker lungo la provinciale 119 Sangritana a Saletti. Il boato è stato sentito a chilometri di distanza; i danni ammontano a decine di migliaia di euro. Le telecamere di sicurezza hanno ripreso una persona incappucciata che ha piazzato sotto il pavimento in legno del gazebo l’ordigno, grande come un pallone: dopo aver accesso la miccia, la persona è fuggita a bordo di una Jaguar vecchio tipo, guidata da un complice. Tre anni fa sempre lo stesso locale era stato interessato da un incendio doloso. Sull’episodio indagano i carabinieri della compagnia di Atessa, comandata dal capitano Marco Ruffini.
Il titolare, Giovanni Lucalzi, ha riferito ai carabinieri di non aver mai ricevuto minacce. Gli investigatori analizzeranno i resti dell’ordigno per capire il tipo di polvere utilizzata. Un primo rapporto è già stato rimesso alla procura di Lanciano. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Casoli. I carabinieri indagano per accertare se si tratta di un atto intimidatorio o di vendetta personale. Tre mesi fa, sempre di notte, ignoti avevano cercato di incendiare l’ingresso del locale, tentativo andato a vuoto per il pronto interventi di alcuni passanti.
La deflagrazione è avvenuta 16 minuti dopo la mezzanotte, il bar aveva chiuso da mezzora e il proprietario già era a letto nel suo appartamentino al piano superiore del locale un’ala del quale è utilizzato anche come affittacamere. «Il rumore è stato violentissimo, il fumo non mi permetteva di vedere nulla, lo scoppio ha distrutto le vetrate esterne, divelto gli infissi, squarciato il tetto del gazebo, scaraventato materiale oltre la strada. È indubbio che c’è qualcuno che ce l’ha con me, non si può spiegare altrimenti», dice Lucalzi mettendo in relazione i vari episodi. «Io», aggiunge, «non ho ricevuto minacce né intimidazioni, non ho debiti, non gioco, non sono vittima di strozzini, vorrei solo sapere la causa di tutto ciò».
Lucalzi ha aperto l’attività 6 anni fa. Ad aprile del 2016 una Fiat Panda, rubata, fu date alle fiamme sotto la tettoia dello stesso gazebo. A giugno dello stesso anno fu data a fuoco un attività commerciale, sempre in zona Saletti, di un familiare di Lucalzi. Ieri i carabinieri hanno repertato del materiale per capire che tipo di polvere da sparo è stata usata. «Non possiamo sbilanciarci su nessuna ipotesi ci sarà una massima attenzione da parte nostra», afferma il capitano Ruffini.
«I carabinieri stanno indagando e hanno chiesto al proprietario dell’esercizio commerciale di dare la massima collaborazione per rintracciare i responsabili di questi ripetuti atti criminali», afferma il sindaco Giulio Borrelli che aggiunge: «La compagnia e la stazione dei carabinieri sono state rafforzate, negli ultimi mesi, e sono impegnate a garantire la sicurezza di tutti noi. I cittadini possono collaborare con fiducia per arrivare al più presto all’individuazione dei responsabili di questi episodi». Il bar ha riaperto regolarmente alle 4,30 di ieri: «Mi fa andare avanti la forza dei ragazzi che lavorano qui, non ci arrendiamo», promette il proprietario.

