Bomba disinnescata, famiglie “liberate”

5 Settembre 2014

Caso risolto dopo l’appello al Centro. Gli artificieri: poteva fare danni gravissimi, nessuno ci ha avvisati

LANCIANO. Commosso, emozionato e finalmente sollevato. Sono i sentimenti provati da Antonio Giuliante, dalla sua famiglia e da quelle che abitano accanto la bomba trovata una settimana fa dall’uomo e disinnescata solo ieri dagli artificieri. Una battaglia, quella di Giuliante, per poter vivere tranquillamente in casa propria senza un ordigno bellico pronto ad esplodere, finita sulle pagine del Centro, e che si è conclusa bene. «Posso tornare alla mia vita», dice l’uomo, «ringrazio voi del Centro e soprattutto i tre artificieri dell’XI reggimento guastatori di Foggia, il maggiore Michele Manna, il maresciallo Giuseppe D’Onofrio e il caporal maggiore Giovanni Manoppelli che in due ore hanno disinnescato e portato via l’ordigno bellico. Ma non ringrazio, anzi condanno, chi ha fatto sì che vivessimo una settimana da incubo con una bomba attiva, grossa 60 centimetri per 15 sotto casa. Una bomba inesplosa e che, a detta degli artificieri, poteva radere al suolo tutto quello che trovava nel raggio di un chilometro. La bomba è stata trovata venerdì sera, gli artificieri, se informati, già sabato mattina potevano esser qui evitandoci una segregazione forzata, difficoltà negli spostamenti e di vivere con la paura per una bomba attiva a sei metri da casa. Non so di chi sia la responsabilità del ritardo, ma ringrazio gli artificieri per essere venuti appena avvisati dalla questura».

Giuliante ha trovato la bomba il 29 agosto mentre faceva dei lavori davanti casa, un piccolo scavo per far passare i fili del contatore dell’elettricità in contrada Serroni. Era ad appena 20 centimetri sotto il piano della strada. Ha avuto l’accortezza di fermarsi e di avvisare subito vigili del fuoco e carabinieri. Ma, dopo che i vigili del fuoco hanno delimitato l’area col nastro e raccomandato di non passarvi, nessuno si è più curato dell’ordigno. Lasciando le famiglie del posto nel panico e nell’isolamento. Un incubo finito ieri con l’arrivo degli artificieri dell’11° Genio di Foggia, che opera dalla provincia di Chieti al Salento e sul versante tirrenico dalla provincia di Potenza a Reggio Calabria. «Abbiamo disinnescato l’ordigno», spiega il maggiore Michele Manna, «lo faremo brillare con una bomba più grande trovata a Castel Frentano».

Teresa Di Rocco

©RIPRODUZIONE RISERVATA