Bomba, il villaggio sul lago chiude dopo trenta anni

La struttura fa parte del patrimonio delle ex comunità montane oggi bloccato Colpo a turismo e occupazione. Nelli: «Così la Regione fa morire il territorio»
BOMBA. Chiude i battenti il villaggio Isola Verde sul lago di Bomba. Dopo 30 anni di attività, che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo del territorio che ha ospitato le gare di canottaggio e canoa dei Giochi del Mediterraneo 2009, il centro turistico è al capolinea. Delle quattro strutture ricettive presenti nella zona ora resta solo il Soffio, e non si sa fino a quando. «Il villaggio e le sue attività sul turismo chiudono a causa di questioni tecniche e di scelte politiche sulla destinazione dei beni di proprietà delle ex comunità montane, che ad oggi la Regione non ha deciso di assegnare», spiega con le lacrime agli occhi l’imprenditrice Rosaria Nelli, che dal 1987 gestisce la struttura battendosi per la crescita del turismo nella zona e che da anni chiede alle istituzioni di intervenire per fermare il degrado dell’area. «Con il commissariamento delle comunità montane anche il loro patrimonio è bloccato e non si capisce di chi siano queste strutture», dice Nelli, «la Regione e gli altri enti non si muovono e così il territorio muore. La chiusura dell’attività avrà ripercussioni negative sull’economia della zona e sul lavoro». Isola Verde in questi anni ha ospitato innumerevoli eventi culturali nazionali e internazionali, progetti gastronomici e sportivi, iniziative di formazione e lavoro con inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Ha promosso reti e partenariati facendo da capofila ad uno dei primi consorzi turistici in Abruzzo, Valsangro promotional Tour, con cui sono stati realizzati importanti progetti di promozione del prodotto turistico a vantaggio dell’intero territorio regionale fino ad ottenere, per le discipline sportive di canoa e canottaggio, il riconoscimento del lago quale bacino idoneo ad accogliere i Giochi del Mediterraneo.
Ma proprio da quella manifestazione, che vide la partecipazione della campionessa Iosefa Idem è iniziato il declino. «In questi ultimi anni sono state disattese le funzioni sociali dell’impresa cooperativa, che è rimasta imprigionata in una miriade di problematiche strutturali e territoriali», spiega ancora l’imprenditrice, «c’è stato l’abbandono del territorio e delle politiche turistiche e le risorse umane professionali sono state emarginate nella programmazione». Che il lago sia ormai in abbandono lo dimostrano, da anni, la mancanza del battello, del Treno della Valle (Isola verde è nata con la locomotiva nell’aprile 1987), del centro remiere che è chiuso, le canoe inutilizzate, la strada lungolago spesso impraticabile per frane. «Mi auguro di cuore», conclude Nelli, «che i responsabili delle future scelte sul lago individuino percorsi validi affinchè nulla rimanga nell’abbandono, nella consapevolezza che il turismo locale va promosso, governato e condiviso per il benessere della collettività. Auspico che le istituzioni si mobilitino immediatamente per individuare subito il destino del villaggio Isola verde, punto fermo nel mercato turistico della vallata”. (t.d.r.)
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