Bomba: in viale Cappuccini non serve una pista ciclabile

5 Giugno 2019

LANCIANO. «Sindaco Pupillo, cosa intende fare per viale Cappuccini?». È la domanda che i consiglieri dei gruppo di minoranza Nuova Lanciano, Paolo Bomba e Angelo Palmieri, rivolgono al primo...

LANCIANO. «Sindaco Pupillo, cosa intende fare per viale Cappuccini?». È la domanda che i consiglieri dei gruppo di minoranza Nuova Lanciano, Paolo Bomba e Angelo Palmieri, rivolgono al primo cittadino e alla sua amministrazione a seguito dell’approvazione e realizzazione di quelli che vengono chiamati «progetti scellerati». Le critiche riguardano la pista ciclopedonale di via Del Mare, «che tiene in ostaggio un’intera città, nata sulla scorta di altre esigenze e non per rispondere al vero, sano e necessario bisogno di una mobilità alternativa, che alternativa non può essere se il circuito rimane fine a se stesso, monco e completamente scollegato dal resto della città al di là del tardivo e sbandierato collaudo tecnico amministrativo». Il timore di Nuova Lanciano è che «si possa replicare l’errore di una ciclabile anche in viale Cappuccini».
Viene contestato anche lo smantellamento del campo di calcio Esposito all’interno del nascituro Parco Valente. «Una visione così appannata della pianificazione cittadina, si vedano ad esempio i casi della Ztl, di via Del Mare e del Parco Valente», dicono Bomba e Palmieri, «non può che produrre pessimi progetti. Molti progetti hanno subito delle sostanziali modifiche senza dare la possibilità ai cittadini di pronunciarsi in merito. Per esempio, la prima stesura del progetto di Parco di Villa delle Rose prevedeva il mantenimento del campo da calcio Esposito: perché, invece, adesso si decide di smantellarlo? Stessa cosa dicasi per la pista ciclopedonale di via del Mare: basta confrontare i primi disegni del progetto con quello che, poi, è stato effettivamente realizzato. Ed in tutto questo i cittadini sono sistematicamente ignorati, nonostante le petizioni che hanno accompagnato questo scellerato progetto prima, durante e dopo i lavori. Così come sono ignorati i numerosi fruitori del campo di calcio Esposito». (d.d.l.)