Bomba-Paolini, accordo vicino Centrodestra, sorpresa Paolucci

14 Agosto 2021

Polo civico, l’esponente di FdI pronto all’intesa con l’ex sindaco: a seguirlo una buona fetta del partito Spunta la capogruppo di Libertà in Azione per la guida della coalizione dopo l’improvviso no a Ranieri

LANCIANO. È ancora ai ferri corti il centrodestra lancianese. In particolare i maggiori partiti della coalizione, Lega e Fratelli d'Italia, non vogliono arrivare a una quadra. Il conclave a oltranza che si è svolto ieri pomeriggio fino a tardi non ha prodotto, come si sperava, il nome del candidato a sindaco della coalizione. Nonostante gli appelli a scongiurare i personalismi, le posizioni sono arroccate, neanche a dirlo, proprio sulle persone. Non bastassero i problemi interni per sbloccare una situazione arenata, ci si mette anche il confronto con l'establishment romano dei partiti che sta seguendo con preoccupazione l'assurda situazione che vede gli schieramenti l'uno contro l'altro armati.
Fratelli d'Italia preme sul ritrovato duo Filippo Paolini e Paolo Bomba. Il primo, ex sindaco, si è candidato, ormai ufficialmente, a tentare di riunire tutto il centrodestra con l'appoggio di tre liste civiche - Graziella Di Campli con “Lanciano che verrà”, Alessandro Di Martino e Donato Torosantucci per la lista Nuova Lanciano e Angelo Palmieri per la lista Alleanza con Paolini) e con la ritrovata sintonia politica di Paolo Bomba. Quest’ultimo, ex vicesindaco della giunta Paolini, aveva abbandonato la strada del civismo oltre un anno fa e mezzo fa per abbracciare le idee del partito di Giorgia Meloni: Fratelli d'Italia. Una decisione che gli è costata parecchie reazioni, non tutte positive e che, alla lunga, non ha pagato come doveva. Il partito, pur sostenendo Bomba a candidato a sindaco dal giorno del suo tesseramento, non ha saputo sfruttare l'onda lunga di una campagna elettorale che doveva essere già decisa e, soprattutto, decisiva. Lo scontro con la Lega ha fatto il resto.
Bomba ha quindi deciso, con una parte del partito, di riunirsi a Paolini, considerato fino ad ora uno dei cavalli vincenti della coalizione. Anche Paolini, tuttavia, rischia l'effetto domino dell'indecisionismo dei partiti. Il suo Polo civico al momento non conta una grossa fetta costituita da Libertà in Azione di Tonia Paolucci e di una parte di Forza Italia con l'assenza di Fabrizio Bomba. Dal canto suo la Lega si oppone ma non propone. Dopo una strenua battaglia per sostenere l'avvocato Danilo Ranieri, lo ha, improvvisamente ritirato dalla competizione. Qualche avvisaglia si era notata all’apertura della sede elettorale, alla presenza del ministro leghista Erika Stefani, quando Ranieri è stato tenuto in disparte. Ma nomi alternativi non sono stati forniti. Nell'ambiente politico pre-ferragostano si vocifera dell'ex assessore della giunta Paolini, Manlio D'Ortona, l'ex esponente del Pdl, Italo D'Autilio e, a sorpresa, anche Tonia Paolucci che non aveva ceduto alle lusinghe della Lega in tempo di regionali, ma che potrebbe decidere di rappresentare la coalizione da candidata a sindaco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA