Bomba, salta anche l’incontro sul gasdotto

Annullato il vertice con la partecipazione di Marsilio, sindaci, assessori e consiglieri regionali
ATESSA. È stato annullato causa coronavirus l’incontro previsto per oggi sul progetto “Colle Santo”, che prevede la realizzazione di un impianto estrattivo di gas nell’area del lago di Bomba, un gasdotto lungo 21 km e una raffineria in Val di Sangro, nell’area industriale di Paglieta. Inizialmente si era pensato di svolgere il vertice a porte chiuse e trasmetterlo in streaming ma, alla fine, si è optato per la cancellazione definitiva considerato che avrebbero dovuto partecipare i parlamentari abruzzesi, sindaci, presidente della Regione, assessori e consiglieri regionali del territorio.
Cresce la preoccupazione di un intero territorio che va da Villa Santa Maria fino alla Val di Sangro su un progetto che già è stato bocciato due volte. I tempi sono stretti, entro il 15 marzo devono pervenire al ministero dell’Ambiente le osservazioni. C’è anche un’altra strada: Regione e Governo nazionale devono dare seguito alla richiesta, sottoscritta il 22 gennaio 2018 da Regione, provincia di Chieti, dai comuni di Bomba, Paglieta e altri 20 limitrofi, ed inoltrata al ministero dello Sviluppo economico, attestante che «il giacimento di gas naturale di Bomba non è sfruttabile a causa della delicata situazione idrogeologica dei luoghi, della presenza di frane attive e quiescenti e del bacino idroelettrico e non rilasciare in futuro ulteriori permessi di ricerca e estrazione».
La produzione giornaliera di gas nel giacimento di Bomba è stimata di 566.367 metri cubi, quella complessiva di circa 2,4 miliardi di metri cubi; investimento: 80 milioni di dollari. Tutto il gas di Bomba equivale a circa 14 giorni di consumo nazionale. Il giacimento è esteso 3,7 chilometri quadrati.
I pozzi già scavati dalla ex Forest sono due e si trovano in prossimità del lago. Il gas di Bomba è ricco di idrogeno solforato che va separato, dopo aver percorso 21 chilometri, nella raffineria di Pagliata, dal gas estratto.
Oltre all’inquinamento, le principali criticità riguardano le conseguenze che l'alterazione del sottosuolo, dovuto all’estrazione di gas, potrebbe avere su alcune frane attive e non che sovrastano il lago e sull'innesco di terremoti (la zona è a rischio).
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