Bomba si smarca e si ricandida «Lancio un sasso nello stagno»

9 Luglio 2021

Il consigliere comunale torna a presentare la sua candidatura a sindaco con Fratelli d’Italia Centrodestra ancora in difficoltà: da settimane la Lega è divisa sulla scelta tra Ranieri e Di Campli

LANCIANO. Chi mi ama mi segua. Sembra essere questo il messaggio che oggi lancia il candidato a sindaco di Fratelli d'Italia, Paolo Bomba, in corsa da oltre un anno e mezzo, ma, di fatto, non ancora designato come candidato della coalizione di centrodestra. Il suo, dopo mesi di trattative, scontri e diaspore interne e fughe in avanti all'interno di una compagine più che mai divisa, è, per stessa ammissione di Bomba, «un sasso lanciato in uno stagno», dove per stagno è intesa la politica attuale del centrodestra, imbrigliata tra i mille rivoli di strategie interne e più o meno palesi. Oggi alle 11,30 il gruppo locale di Fratelli d'Italia ribadirà, a voce aperta e dritto in faccia agli elettori, quello che vanno dicendo ormai da mesi: è Bomba il miglior candidato possibile. Non Danilo Ranieri designato dalla Lega e non Donato Di Campli, entrato in campo e prepotentemente in vantaggio rispetto agli altri due candidati grazie ai vertici regionali e nazionali del Carroccio. Il tutto tra diversi altri e agguerriti aspiranti sindaci: l'ex primo cittadino Filippo Paolini che con Bomba ha una storia amministrativa alle spalle; Tonia Paolucci di Libertà in azione, ma anche i "civici" Ivaldo Rulli e Alessandro Troilo.
L'effetto Chieti è lo spauracchio da evitare. E per Bomba, pronto a candidarsi da solo se non si arriverà presto a una quadra, si profila un compito non facile oltre a quello di ricompattare il centrodestra sfibrato da mesi di indecisionismo. Ed è quello di convincere il partito in cui milita da quasi due anni e, allo stesso tempo, anche il gruppo civico che lo sostiene da sempre e che ha fatto sì che Bomba risultasse il candidato più votato del centro destra nel 2016. L'uscita in avanti del geometra 54enne arriva proprio a voler decidere le cose e il più in fretta possibile. E se da un lato è certo che il gruppo locale di Fratelli d'Italia sosterrà Bomba sulla decisione di una candidatura in solitaria, è meno certo che Giorgia Meloni gradisca questa ipotesi. La leader di Fdi aveva infatti sempre ammonito i suoi di andare compatti, e soprattutto uniti, anche a costo di qualche compromesso. Il rischio quindi è che l'establishment romano tolga il simbolo al neonato gruppo lancianese a sostegno di Bomba in caso di decisioni avverse alla coalizione.
Nel frattempo la Lega è nel pallone. Sono due i nomi allo scontro e due i gruppi che se li contengono. Da un lato l'assessore regionale Nico Campitelli e il coordinatore locale Fausto Memmo che sponsorizzano Ranieri e dall'altro il coordinatore regionale Luigi D'Eramo e, parrebbe, Matteo Salvini in persona, che puntano su di Campli. E se uno dei due dovesse essere "incoronato" candidato, per Bomba si profila l'ennesima, difficile, scelta.
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