Bomba sull’auto, Sgrò resta in cella

20 Settembre 2023

Vasto, al processo per l’attentato incendiario l’accusato arriva in sedia a rotelle

VASTO. Sulla sedia a rotelle scortato dagli agenti della polizia penitenziaria: così Antonio Sgrò, 65 anni, è comparso ieri mattina davanti ai giudici del tribunale di Vasto. Per Sgrò, originario di Cosenza ma domiciliato a Vasto, si è aperto il processo con rito immediato. L’imputato deve rispondere di una serie di reati che vanno dal danneggiamento per il tentato attentato del 15 gennaio in via Dei Conti Ricci, al tentato incendio, oltre a detenzione e porto abusivo di ordigno esplosivo di tipo incendiario e atti persecutori nei confronti di una professionista vastese, ma anche intimidazioni e pesanti insulti nei confronti di un amico della donna presa di mira. L’uomo ieri mattina ha ostentato un’aria sofferente. Il suo legale, l’avvocato Raffaele Giacomucci, ha consegnato ai giudici la documentazione medica che attesta evidenti difficoltà a deambulare e altre patologie che non si conciliano con il regime carcerario. Le richieste di remissione in libertà del 65enne, o in subordine gli arresti domiciliari, sono state respinte dal pm Silvia Di Nunzio. Il collegio giudicante, presieduto dal giudice Stefania Izzi, si è riservato di decidere. Nel frattempo la proprietaria della vettura sotto la quale il 15 gennaio era stato sistemato un ordigno, tramite l’avvocato Rosario Di Giacomo si è costituita parte civile.
L’udienza è stata quindi aggiornata al 5 dicembre per ascoltare i testimoni dell’accusa che sono 18. Eppure l'accusato nega ogni addebito e per questo ha rifiutato il giudizio con riti alternativi. Sgrò dal giorno dell’arresto non ha mai lasciato il carcere di Torre Sinello, nonostante le ripetute richieste di scarcerazione per motivi di salute. Troppo gravi le accuse di cui deve rispondere. Il 15 gennaio venne trovato un pacco sotto la vettura di una donna residente in via Dei Conti Ricci. Sul posto arrivarono gli agenti del commissariato di Vasto e della questura di Chieti oltre agli artificieri di Pescara. Con estrema cautela venne recuperato il pacco. Al suo interno gli artificieri trovarono una rudimentale bomba carta fabbricata con polvere pirica e materiale esplodente. Una microtelecamera sistemata nella macchina della donna riprese la sagoma dell’attentatore. Dopo qualche giorno ai polsi di Antonio Sgrò scattarono le manette. (p.c.)
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