Bombe inesplose sul lido, interdetta la foce del Lebba

22 Aprile 2015

Scoperta un’altra santabarbara nella zona in cui il torrente finisce nel mare Il comandante del Circomare vieta l’avvicinamento in attesa degli artificieri

VASTO. Una settimana fa è stata fatta brillare una bomba d’aereo finita sul demanio di Casalbordino. Ieri il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo (Circomare) Giuliano D’Urso, ha chiamato nuovamente gli artificieri. Il mare ha restituito molti altri residuati bellici alla foce del torrente Lebba. L’autorità marittima è subito intervenuta facendo recintare la zona. Nello stesso punto l’estate scorsa sono state effettuate le operazioni di brillamento di un mortaio inglese da 81 mm, 1 proietto da 76 mm, 1 proietto da 56 mm, bossolame vario e una cassetta di munizionamento di piccolo calibro.

Gli ordigni, recuperati ieri contenenti ancora esplosivo e quindi potenzialmente pericolosi, sono stati opportunamente isolati in attesa che vengano trasferiti in una zona di sicurezza dai palombari del Nucleo Sdai (Sminamento difesa antimezzi insidiosi) di Ancona, competente per territorio e, successivamente, fatti brillare in un’area idonea.

Le operazioni ormai sono diventate di routine e vengono eseguite in totale sicurezza sotto il coordinamento e con l’assistenza logistica della guardia costiera di Vasto, grazie all’impiego della motovedetta. I Nuclei Sdai sono reparti operativi della Marina militare dislocati sul territorio che hanno, tra i compiti istituzionali, proprio l’intervento d’urgenza su ordigni esplosivi residuati bellici in mare e lungo la battigia. Fra i compiti istituzionali rientra l’intervento d’urgenza sui residuati inesplosi in mare e lungo la battigia.

Ieri sono già avvisati immediatamente dal Circomare e in vista della bella stagione opereranno al più presto e con grande discrezione come hanno fatto in molte altre occasioni.

Da Vasto a Torino di Sangro, passando per Cupello e Casalbordino, il territorio abruzzese settant’anni fa fu bersagliato da una pioggia di bombardamenti. Nei campi, sulla spiaggia, sui fondali marini il ritrovamento di residuati bellici è frequente. Un anno fa una grossa bomba d’aereo riaffiorò durante alcuni scavi vicino alla scuola elementare di Cupello. Un mese fa è successo a Casalbordino, ieri alla foce del Lebba. Non è escluso che in fondo al mare ci siano addirittura dei piccoli depositi di bombe e munizioni trascinati dalle correnti marine e sprofondato negli abissi. Un piccola santabarbara venne scoperta un anno fa da un sub di Ortona.

Paola Calvano

©RIPRODUZIONE RISERVATA