Bonifica amianto, il Comune diffida la Asl

7 Luglio 2018

Lavori in ritardo e non fatti a regola d’arte, scatta l’ultimatum. Al Renzetti verifiche anche dei carabinieri forestali

LANCIANO. Amianto al Renzetti, arriva la diffida del Comune di Lanciano. Non è ancora stato risolto il problema dei pavimenti con presenza di amianto all’interno dell’ospedale Renzetti e il Comune diffida la Asl ad effettuare al più presto i lavori di bonifica e di ripristino della sanità e salubrità dei luoghi. La Asl, se inadempiente, potrebbe incorrere anche in sanzioni amministrative ed essere costretta a chiudere i reparti interessati dalla presenza di amianto. L’ispezione da parte dei tecnici comunali, programmata, è avvenuta mercoledì scorso. Ma nello stesso giorno lungo i corridoi dell’ospedale cittadino sono arrivati anche i carabinieri forestali, a seguito di un dettagliato esposto del personale medico del 118.
Le verifiche sono state quindi più accurate del previsto. I carabinieri forestali si sono trovati di fronte ad una situazione non solo non completamente risolta ma, laddove qualche intervento di bonifica era stato avviato, è stato riscontrato che i lavori non sono stati effettuati a regola d’arte e che persistono intere parti scoperte, aree dove il pavimento è usurato e altre in cui la copertura è sconnessa. Lungo alcuni corridoi, in particolare quello che da Radiologia porta alla nuova ala del Pronto soccorso, sono ancora visibili i “rattoppi” in patch giallo (una sorta di scotch) che sono stati messi a protezione e avviso per gli utenti della presenza di amianto. Già nel 2015 la Forestale aveva scoperto la presenza di questo pericoloso materiale all’interno dei pavimenti ospedalieri. Da allora era scattata anche un’ordinanza del Comune -via via posticipata dato che formalmente la Asl ha un anno di tempo per svolgere i lavori- che obbligava l’azienda sanitaria a sostituire o a coprire le mattonelle deteriorate.
Ad oggi il problema non è ancora risolto. L’amianto è ancora presente nei reparti di pronto soccorso, radiologia, rianimazione, pediatria, ginecologia ed economato. Da sottolineare è tuttavia il fatto che la letteratura scientifica circa i rischi legati alla dispersione di polvere di amianto, accertata come cancerogena, distingue tra materiale friabile e compatto. I pavimenti contenenti amianto, i cosiddetti vinil amianto, materiale a basso costo e rapida messa in opera in uso dagli anni ’60 agli anni ’80, sono considerati compatti. Tuttavia, in luoghi in cui è alto il rischio di usura (dovuta ad esempio al passare del tempo, all’uso continuo, al passaggio di macchine lavanti abrasive, al deterioramento) come ospedali e scuole, la normativa di riferimento regionale e nazionale impone la rimozione del materiale in 90 giorni. Stride anche il concetto che la stessa Asl, che effettua attività di controllo, prevenzione e monitoraggio proprio sui rischi derivanti dal contatto e dalla dispersione di amianto, non effettui o non abbia ancora effettuato con successo azioni a tutela della salvaguardia e dell’incolumità pubblica e dei suoi dipendenti all’interno delle sue stesse strutture.
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