Bonifica, il caso oggi in consiglio «Rivedere le tariffe in aumento»

23 Ottobre 2023

La richiesta dei consiglieri: «Dobbiamo tutelare il settore agricolo, le spese devono essere legittime» E il comitato cittadino chiede di sospendere almeno l’ultima rata prevista in scadenza per dicembre

CHIETI. Gli aumenti delle tariffe consortili arrivano in consiglio comunale. A portarli oggi pomeriggio all’attenzione del Consiglio è il capogruppo di Chieti viva Giampiero Riccardo che ha promosso un ordine del giorno firmato anche da Bruno Di Iorio (Lista Di Iorio sindaco) e Serena Pompilio (Azione Politica). I consiglieri raccolgono, così, la battaglia contro i rincari che lo scorso 3 ottobre è sfociata in una plateale protesta davanti alle sede del consorzio, allo Scalo, con un centinaio di agricoltori provenienti dalle province di Chieti e di Pescara.
Una battaglia portata avanti anche dal comitato Bonifica sostenibile, presieduto da Gabriele Trovarelli, a beneficio dei circa 26mila utenti di 36 comuni serviti dal consorzio (19 del Pescarese e 17 del Teatino). La contribuenza è stata da poco ampliata, cosicché molti ignari residenti dei 36 comuni si sono visti recapitare da un giorno all’altro una richiesta di pagamento del canone consortile, pur non usufruendo dell’acqua messa a disposizione dal consorzio. A chi ne usufruisce, invece, le bollette arrivate a casa registrano rincari di cui non comprendono le ragioni. Gli aumenti sono in realtà partiti dal 2021, anche se le delibere consortili che sancivano i rincari da oltre 4 milioni e mezzo di euro per il 2021 e 2022 sono state annullate dal Tar grazie al ricorso del comitato. Nonostante lo stop, però, in diversa forma il consorzio sembra aver trovato il modo di applicare i rincari. «Il consorzio», dice il comitato, «gravato da aumenti dei costi energetici e da problemi di bilancio, applica aumenti per il 2021 e 2022 in massima parte al solo settore delle utenze extra-agricole per 4,6 milioni di euro, lasciando indenne il comparto ambientale (cioè, l’Aca per il trattamento dei reflui del Comune di Chieti) e gravando solo in minima parte il settore agricolo. Il Tar annulla le delibere, perché non vi era nessuna giustificazione nell’applicare aumenti differenziati, cosicché il consorzio è costretto ad annullare gli aumenti. Non passano cinque giorni che, però, li ripropone imputando 1,8 milioni di euro all’Aca, e 2,8 ai settori agricolo ed extra agricolo in modo uniforme. In realtà gli aumenti imposti al settore ambientale, cioè all’Aca, non potranno mai essere adottati, perché la tariffa è fissata dall’Ersi e non può essere modificata. Tant’è che fino ad oggi all’Aca non è stato richiesto un euro di aumenti. Invece i nuovi aumenti, proprio per 1,8 milioni di euro rispetto ai costi, sono spuntati per l’annualità 2023 a carico dei soli consorziati, che si troveranno a pagare costi non dovuti perché da essi non traggono benefici». Contro le nuove delibere che sanciscono gli aumenti ci sono nuovi ricorsi al Tar: il 27 ottobre prossimo se ne discuterà la richiesta di sospensiva.
Nel frattempo il comitato chiede di sospendere almeno l’ultima rata del canone consortile che scade a dicembre. «L’impegno che chiediamo al sindaco e all’intero consiglio comunale», dice Riccardo, «è quello di adoperarsi, anche coinvolgendo altre amministrazioni comunali, nonché con la Regione, affinché il contributo di bonifica venga determinato in modo legittimo e compatibile con la sopravvivenza del settore agricolo».
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