Boom di turisti al castello di Roccascalegna
Crescono anche offerte e strutture ricettive. Il sindaco: «Dietro il successo c’è il lavoro di tutto il paese»
ROCCASCALEGNA. Il Covid non ferma il turismo di qualità: eremi, castelli, escursioni, piccoli paesi, l’estate del 2020 è ricca di nuove iniziative e conferme. Tra quest’ultime, il castello medievale di Roccascalegna è garanzia di essere un polo attrattivo. Attenzione però a considerarlo come frutto del caso, dietro c’è un progetto e tanto lavoro.
Ventimila visitatori post pandemia, quattordicimila solo nel mese di agosto, tre matrimoni civili celebrati nel castello altri tri (due dall’Inghilterra e uno dall’Olanda) sono stati disdetti causa Coronavirus. La Pro Loco, che è parte attiva in questo progetto, ha assunto, stagionalmente, dodici tra ragazzi e ragazze come guide e altre mansioni. Cinque B&B aperti e altri tre da aprire: sono questi alcuni numeri del fenomeno Rocca. E poi ci sono i mercatini di Natale, mostre e collettive di pittura nel castello, serie televisive, come il Nome della Rosa, e approfondimenti come la trasmissione Meraviglie di Piero Angela. Poi, nuovi progetti realizzati: l'apertura di un percorso che dà una prospettiva diversa del castello e la realizzazione dell'illuminazione della roccia e delle torri, che di notte sono una meraviglia, attirando tanti turisti anche nelle ore buie per avere uno scatto particolare del castello.
«Tutto ciò», spiega il sindaco Domenico Giangiordano, «non è frutto del caso o solo dell'attrattiva del castello e del suo borgo ma è figlio di una programmazione e impegno dell’amministrazione comunale, della Pro Loco (presidente Silvano Giangiordano e vice Marcello Giangiordano) e di un’intera popolazione. Bisogna crederci e progettare, e cominciare a creare circuiti turistici con tutti i territori limitrofi. Un turismo in crescita, basti pensare che nel 2010, per esempio, il castello di Roccascalegna fu visitato da 5.653 turisti; ad agosto 14mila». Il castello fu costruito a strapiombo su una roccia che sovrasta il centro abitato, tra l’undicesimo e dodicesimo secolo. Vicino al castello c’è la medievale chiesa di San Pietro con l’abside leggermente ruotato rispetto all’asse centrale della chiesa, caratteristica questa riconducibile al capo reclinato di Gesù sulla croce tipica nel medioevo. Le volte all’interno sono molto basse ed è a tre navate. A un chilometro, in contrada Collegrande, c'è la medievale chiesa di San Pancrazio.
«In alcuni giorni camminando per il paese», conclude il sindaco, «sembra di essere in un luogo cosmopolita tanti sono i dialetti e le altre lingue che si possono ascoltare».

