Boom per le cremazioni Al cimitero arriva il forno

Sono sempre maggiori le richieste dei cittadini e di chi è emigrato all’estero L’impianto, saltato nella nuova ala, sarà realizzato a spese delle Farmacie
LANCIANO. Si impennano le richieste di cremazioni in città, soprattutto da parte di chi, emigrato anni fa da Lanciano, decide di far tumulare le proprie ceneri nella città natale. I numeri indicano un crescendo di richieste: se fino a qualche anno fa erano una ogni dieci anni, oggi in Comune ne arriva più di una al mese. Nel 2015 sono state 17. E diversi sono proprio i cittadini che, emigrati per motivi di lavoro, lasciano come ultimo desiderio quello, una volta cremati, di farsi tumulare a Lanciano o di far disperdere le proprie ceneri nella terra natia. È proprio di pochi giorni fa l’ultima tumulazione di un lancianese emigrato in Germania.
CINERARI. «Nel cimitero le tumulazioni di urne cinerarie non sono ancora tante», spiega Camillo Colaiocco, presidente delle Farmacie Comunali spa che ha in gestione il camposanto di via Della Pace, «capita, infatti, che molte urne non arrivino al cimitero perché la persona defunta ha chiesto di disperdere le ceneri oppure perché il familiare decide di tenerle in casa». Ma il fenomeno è in crescita, tanto che l’area di via Della Pace non era del tutto attrezzata. «Ho atteso da fine novembre che l’urna di un parente fosse tumulata», segnala al Centro un lettore, «e ogni volta che chiedevo spiegazioni, ricevo come unica risposta che causa di tale disagio era dovuto all’amministrazione comunale che non aveva ancora deliberato l’uso dei cinerari». «C’era un problema burocratico poi risolto», precisa Colaiocco, «c’era bisogno di una direttiva comunale specifica per la tumulazione delle urne con le ceneri, che non era stata prevista nel passaggio di consegne della gestione del cimitero dal Comune alla società delle Farmacie. La direttiva è arrivata tre settimane fa e adesso è tutto a posto». Nel camposanto un’intera area del blocco 17 è stata dedicata ai cinerari, visto appunto l’aumento delle richieste. «E altri posti sono previsti nella nuova ala monumentale», aggiunge il presidente delle Farmacie, «perché le cremazioni sono in aumento, anche grazie al via libera della Chiesa, e cresceranno con la creazione qui di un impianto per la cremazione».
FORNO CREMATORIO. Previsto inizialmente nella nuova ala quasi ultimata, alla fine non è stato realizzato per problemi legati alla sicurezza. Ma l’idea del forno non è stata abbandonata visto che oggi, per farsi cremare, bisogna recarsi a San Benedetto del Tronto o a Bari. «Le richieste ci sono soprattutto per l’impianto nelle Marche, dove l’attesa è di 21 giorni», spiega Colaiocco, «ma presto anche a Lanciano realizzeremo l’impianto. Abbiamo individuato un’area, di fronte ai blocchi 16 e 17, idonea per spazi e rispetto delle norme di sicurezza alla realizzazione del forno, che sarà a spese delle Farmacie, non del Comune».
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