Borgia: «Eseguiti più di 80mila tamponi»

2 Marzo 2021

La direttrice dell’Area 1 della Asl: «Adesso bisogna puntare sull’assistenza a casa dei malati»

CHIETI. Sono più di 80mila i tamponi antigenici rapidi eseguiti nell’Area distrettuale 1, su un totale di circa 114mila eseguiti dall’Asl di Lanciano Vasto Chieti. Molti i comuni aderenti e massiccia l’adesione della popolazione. A dirigere l’Area distrettuale 1, il cui territorio comprende l’intera ex Asl di Chieti con 28 Comuni, otto sedi erogative e circa 180 mila abitanti, è Rosa Borgia, attuale presidente per l’Abruzzo della Confederazione di associazioni regionali di distretto (Card) e vicepresidente nazionale. «La situazione epidemiologica della diffusione del Covid-19 continua ad essere monitorata e vede velocizzare l’insorgenza dei contagi», spiega Borgia, «come rappresentante Card ritengo si debba puntare l’attenzione sull’assistenza a casa e nelle residenze per anziani, grazie al contributo delle Usca, composte da medici e operatori socio sanitari, e dell’assistenza medica primaria. Le Usca lavorano in maniera encomiabile e ai limiti delle forze. Sono gestite dai distretti sanitari e intervengono nei domicili, nelle strutture residenziali e nelle carceri».
Gli ultimi dati, riferiti ai primi di febbraio, mostrano che sono circa 400mila in Italia le persone censite in isolamento domiciliare. «Pensiamo sia giusto domandarsi quante di loro abbiano ricevuto o stiano ricevendo risposte adeguate ai loro bisogni», continua la dottoressa, «l’emergenza Covid ci ha mostrato la convinzione unanime che curare a casa è bene, addirittura meglio che andare in ospedale. Ma ogni tentativo di creare o rafforzare le cure domiciliari è inutile senza che vengano collocate in una giusta architettura organizzativa, e quindi senza la presenza di un Distretto forte, centro di regia e motore di un sistema socio-sanitario articolato territoriale, basato sulla persona e sul suo luogo di vita». E poi c’è il problema dei malati cronici e fragili, la cui assistenza a causa della pandemia è stata interrotta o erogata ad intervalli, con liste d’attesa sempre più lunghe che i Distretti hanno provato ad abbattere. «Si tratta di un’emergenza nell’emergenza», afferma Borgia, «per questo auspichiamo lo sblocco del turn over con la riapertura delle assunzioni a tempo indeterminato che permetta di coprire tutte le figure professionali che sono andate in quiescenza. E poi la corsa al vaccino, vero perno vincente per sconfiggere la pandemia», conclude la dottoressa, «ma per farlo, la campagna vaccinale già avviata dovrà essere rapida e di massa».