Borrelli: conflitti d’interessi sul Prg

3 Febbraio 2022

Atessa, il sindaco riapre la polemica: ecco perché l’opposizione non vuole il commissario

ATESSA. «Piano regolatore generale: il conflitto di interessi si allarga». Il sindaco Giulio Borrelli ritorna sull’argomento Prg e riapre la polemica. «I quattro consiglieri di minoranza di centrodestra, tra cui Vincenzo Pellegrini, hanno rivolto una formale “diffida” al dipartimento urbanistico della Regione a non nominare il commissario “ad acta” per l’adozione della variante al piano regolatore, così come legittimamente deliberato dal consiglio comunale», afferma Borrelli incalzando: «Desta quantomeno perplessità e legittimi dubbi il fatto che il consigliere Pellegrini abbia diffidato il dipartimento, che deve provvedere alla nomina del commissario e che dipende proprio dall’assessorato regionale dove lo stesso Pellegrini svolge un importante ruolo politico di indirizzo». Gli altri consiglieri, oltre a Pellegrini, che «chiedono e invitano» Pierpaolo Pescara, direttore regionale dipartimento territorio-ambiente, «a non procedere alla nomina del commissario ad acta per assoluta mancanza dei presupposti di legge» sono Nicola Cicchitti, Sara Cappellone e Carmine Fioriti. «La decisione di dichiarare l’eventuale illegittimità della delibera», precisa Borrelli, «spetta alla giustizia amministrativa (Tar) e non agli uffici della Regione, che hanno l’obbligo di eseguire un atto dovuto, assunto dal consiglio comunale anche in ossequio ad una precisa e vigente normativa regionale».
La maggioranza ha chiesto un commissario ad acta perché, pur essendo il Prg pronto per essere adottato è stato riscontrato un possibile conflitto di interesse di 15 consiglieri su 17. Questo l’elenco nella delibera della giunta comunale: Giovanni Ceroli, Federica Cinalli, Vincenzo Menna, Giulia Orsini, Pasqualino Zaccardi, Mario De Virgiliis, Flavia Ciccarelli, Roberta Del Vecchio, Giorgio Farina, Rosanna Stefano, Antonio Campitelli, Vincenzo Pellegrini, Nicola Cicchitti, Sara Cappellone ed Emilio Falcone. «Il conflitto», conclude Borrelli, «non è solo astratto o potenziale – che, sulla base di giurisprudenza consolidata, sarebbe già di per sé sufficiente a determinare l’astensione dei consiglieri – ma è concreto e attuale essendoci una correlazione diretta e immediata con le nuove norme tecniche del piano regolatore. Se qualcuno vuole mettere in dubbio i risultati della “Trasparenza” amministrativa deve farlo davanti al “giudice naturale” e non esercitare indebite pressioni sul Dipartimento regionale, che deve poter svolgere con serenità e oggettività, nel rispetto della legge, il proprio compito». (m.d.n.)