Borrelli: Flacco sta smantellando l’ospedale

Atessa. Il capogruppo del Mau: fermate il manager Asl, fa il contrario di quanto ha deciso la Regione
ATESSA. Fanno discutere alcune dichiarazioni rilasciate da Pasquale Flacco, direttore dell’Asl Lanciano-Chieti-Vasto, in un’intervista rilasciata lo scorso 21 maggio. «Sicuramente da qui a qualche mese» ha affermato Flacco ad Abruzzowebtv, «questo presidio ospedaliero (l’ospedale di Atessa, ndc) rientrerà nella riorganizzazione della rete ospedaliera regionale e pertanto sarà trasformato in Pta, Punto di assistenza territoriale, così come avvenuto con Gissi, Casoli e Guardiagrele». Apriti cielo, perché la trasformazione in Pta, che non prevede l’uso di chirurgia minore, contrasterebbe con le indicazioni che, sul “ San Camillo de Lellis” di Atessa, derivano dai vertici della Regione.
«Flacco» dice Giulio Borrelli, capogruppo consiliare del Movimento Atessa Unita (Mau), «o è smemorato o pensa davvero di essere il proprietario della sanità teatina: continua a smantellare l’ospedale e dichiara che il San Camillo de Lellis sarà trasformato in Pta come Gissi e Casoli. Senza, quindi, nessuna chirurgia. Sennonché c’è stato un incontro, tre settimane fa, a Pescara, del Comitato cittadino con l’assessore regionale Silvio Paolucci, il presidente della commissione sanità Mario Olivieri, che ha preso a cuore le sorti di Atessa, e tutti i vertici della Asl, con Flacco in testa, in cui le autorità sanitarie regionali hanno assunto l’impegno a far svolgere gli interventi di chirurgia ambulatoriale della Asl nel presidio atessano».
Secondo i programmi, ad Atessa dovranno esserci non solo i posti-letto per l’ospedale di comunità, lungodegenza, fisioriabilitazione, assieme ai servizi di diagnostica avanzata, all’endoscopia e ai poliambultori, ma anche le attrezzature per piccoli interventi chirurgici programmati. Lo scopo non è quello di dare un contentino agli atessani, ma di avere una struttura e personale qualificato (medico e infermieristico) che contribuisca ad alleggerire le liste di attesa che, nel frattempo, si sono allungate.
«Flacco, chiedo ai suoi superiori», afferma Borrelli, «dimentica tutto questo o non vuol eseguire gli impegni presi? In entrambi i casi, dimostra di non essere all’altezza del ruolo che svolge. Del resto è lo stesso dirigente Asl che, quand’era il braccio destro del manager Francesco Zavattaro, era venuto in Atessa, assieme ai responsabili politici dell’epoca, a sfilare sui tappeti rossi per inaugurare le nuove sale operatorie e la “recovery room”, costate milioni, che ora sta smantellando. Chi risponde dei tanti soldi pubblici spesi e sperperati? Salvare il patrimonio materiale e professionale dell’ospedale di Atessa», conclude Borrelli, «è nell’interesse di un vasto territorio, di una sana gestione, del buon senso e della decenza».
Matteo Del Nobile
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