Borrelli: ma qui vogliamo la Rianimazione

Atessa. Il sindaco: «Il manager Asl aveva promesso altro». Campitelli: «Scelta tecnico-scientifica, non politica»
ATESSA. «Ringrazio gli imprenditori per la generosità e le altre iniziative private che stanno raccogliendo fondi per il San Camillo ma una struttura come quella prevista dalla Asl possono metterla anche in un albergo dismesso»: queste sono le prime reazioni del sindaco Giulio Borrelli alla notizia della donazione di 500mila euro fatta da imprenditori per riconvertire il San Camillo in Covid-hospital. Borrelli puntualizza: «Dovevano essere, secondo le cose dette dal maganer Asl Thomas Schael ad Atessa, il 16 marzo scorso, 120 posti: una sessantina paucisintomatici, una sessantina tra subintensiva e intensiva con 12 posti di rianimazione. Adesso sono 100 posti paucisintomatici e 20 subintensiva. Nessuna Intensiva con Rianimazione. Che Covid ospedale è senza Rianimazione? Non vogliono metterci attrezzature adeguate e pagare gli specialisti. La nostra petizione continua a essere valida. Non è questione di ospedale e Punto di prima assistenza che adesso è discussione irrilevante». Borrelli si riferisce alla petizione con la quale 43 sindaci, su “change.org”, chiedono al presidente della Regione, Marco Marsilio e al manager Asl, di indicare quante e quali risorse intendono stanziare per adibire il San Camillo a Covid ospedale, inclusivo di Rianimazione. E inoltre qualora non intendano procedere allo stanziamento di adeguati fondi, di riportare immediatamente indietro i reparti trasferiti.
L’assessore regionale Nicola Campitelli, di concerto con il presidente Marsilio, fa chiarezza sul San Camillo. «La Regione aveva individuato il presidio ospedaliero di Atessa come presidio Covid-19, con il relativo investimento per la terapia intensiva. Il ministro della Salute ci ha trasmesso parere negativo, pertanto ad Atessa verranno ricoverati esclusivamente i pazienti con sintomi positivi al Covid-19 che non necessitano di Rianimazione e Terapia intensiva. La scelta non è politica ma tecnico-scientifica. Ancora una volta, intendiamo chiarire in modo da non destare preoccupazione nella popolazione, che i trasferimenti delle attività distrettuali, la chiusura e il trasferimento delle altre degenze “no-Covid” dell’ospedale di Atessa sono di natura provvisoria e, dunque, ripristinate ad emergenza superata, se non implementate».
I coordinamenti cittadini della Lega Lanciano e di Atessa criticano la petizione online lanciata, in primis, dal sindaco Borrelli e condivisa da altri primi cittadini del comprensorio: «Si sta approfittando di questo momento per avere una visibilità politica strumentale». (m.d.n.)
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