Borrelli: «Nessuna certezza sull’ospedale»

Il sindaco e tutto il suo gruppo contro la Regione: finora nessun finanziamento per il nostro presidio
ATESSA. «Riorganizzazione della rete ospedaliera regionale e dell’ospedale di Atessa: per il momento solo un’arma di distrazione elettorale», questo dice Uniti per Atessa (UpA), gruppo della maggioranza guidata dal sindaco Giulio Borrelli. «Le 73 pagine dell’ultimo verbale del tavolo di monitoraggio romano, fitte di rilievi, di richieste di chiarimenti, integrazioni e aggiornamenti», continua Uniti per Atessa, «non appaiono affatto rassicuranti sullo stato di salute della nostra sanità regionale, contrariamente a quanto ci hanno voluto far credere i rappresentanti della giunta regionale e i consiglieri comunali di opposizione del nostro Comune, nella loro ultima conferenza in piazza o nelle loro interviste, in vista soprattutto delle prossime elezioni amministrative». Il tavolo romano, secondo UpA, bacchetta i conti economici comunicati dalla regione e resta in attesa «con dovuta tempestività, dell’aggiornamento di tutti i dati economici conformi a quanto depositato al Nsis (nuovo sistema informativo nazionale in materia di sanità)». E conclude: «La bozza di Programma operativo 2019-2021 ultima trasmessa non è più assentibile». «Cioè approvabile», precisa il gruppo di Borrelli, «perché non tiene conto di quanto osservato dallo stesso tavolo nelle precedenti riunioni e il programma non è stato adottato nei tempi congrui. In altre e più semplici parole: atteso che la rete ospedaliera rappresenta una parte del più ampio ed articolato piano sanitario ed operativo, discutere di essa senza il piano sanitario, equivale a discutere di aria fritta». Per San Camillo, UpA afferma: «Nonostante questo quadro, certamente non rassicurante, l’assessore Verì, nella sua recente visita a Villa Santa Maria, ha assicurato che “a breve” l’ospedale di Atessa sarà pienamente funzionante. Staremo a vedere. Sullo smantellamento del nostro ospedale e l’attuale spoliazione di “attrezzature”, che continua anche in questi giorni, vorremmo però ricordare all’assessore Verì che i soldi per l’ammodernamento del San Camillo, e per l’acquisto di attrezzature e posti letto, derivano unicamente dai finanziamenti statali erogati per l’emergenza Covid o da risorse private e non certo da finanziamenti regionali».

