Borrelli: ospedale di zona disagiata chiesto da noi da anni

1 Agosto 2019

ATESSA. «L'attuale riordino della rete ospedaliera ricalca, per Atessa, la precedente programmazione e attende il timbro finale dal cosiddetto “tavolo romano”». Lo dice il sindaco Giulio Borrelli in...

ATESSA. «L'attuale riordino della rete ospedaliera ricalca, per Atessa, la precedente programmazione e attende il timbro finale dal cosiddetto “tavolo romano”». Lo dice il sindaco Giulio Borrelli in risposta alle dichiarazioni di LiberAtessa (Sara Cappellone, Nicola Cicchitti e Enzo Pellegrini): «L’iter per la riconversione del San Camillo in ospedale di area disagiata solo ora si inserisce nel piano concreto di riordino della rete ospedaliera regionale ed è vagliato e sostenuto da documenti validi e di reale intento politico».
Borrelli non ci sta: «È comprensibile che leghisti e esponenti del centrodestra, raccolti in LiberAtessa, che hanno avuto un atteggiamento ambiguo e rinunciatario sull’ospedale, siano presi da ansia di prestazione nel momento in cui si dimostra che il percorso seguito dalla nostra amministrazione era giusto e non è reversibile. Meno comprensibile è l’affannoso tentativo di sminuire il lavoro svolto finora, gonfiare il proprio ruolo, e mistificare la realtà».
La precedente giunta regionale di centrosinistra, al termine di un duro confronto con l'attuale amministrazione comunale, sostenuta da tutti i sindaci del territorio, ha cambiato la sua precedente programmazione e ha inserito il San Camillo nella nuova rete ospedaliera come presidio di area disagiata. «Lo ha fatto» precisa Borrelli «con una serie di delibere (novembre 2017, gennaio e ottobre 2018) corredate da una ricca e inoppugnabile documentazione, che solo propagandisti di bassa lega possono ignorare. Se l'iter sarà positivamente concluso con l'Unità operativa anche di "Day-Surgery", e avrà il timbro finale del Tavolo di monitoraggio romano, ringrazieremo tutti coloro che vanno ringraziati. Per il momento chiediamo che le strutture che già ci sono vengano fatte funzionare pienamente in tutte le stagioni. Ci interessa anche il decoro dell'ospedale, a cui va prestata maggiore attenzione, a cominciare dalla scritta all'ingresso, sbiadita e cadente, che va subito restaurata. Restiamo fedeli alla nostra impostazione, che sta producendo risultati e si sintetizza con poche parole: "Sinistra, Destra: l'ospedale resta"». Matteo Del Nobile
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