Borrelli: solo benefici dall’ospedale di zona disagiata
Il sindaco di Atessa replica alle polemiche del centrodestra «Procedure corrette, uniamoci per chiedere tempi celeri»
ATESSA. «Anziché provare a inquinare il riconoscimento dell’ospedale del nostro territorio e fare propaganda fuorviante non sarebbe più utile unirsi e chiedere, tutti insieme, una celere esecuzione della delibera regionale per tutelare meglio la salute della nostra comunità? Mi sorge il dubbio che il bluff elettorale sia di coloro che inquinano». È la risposta del sindaco Giulio Borrelli alle accuse del centrodestra -rappresentato da Fabrizio Di Stefano, Mauro Febbo, Nicola Cicchitti, Enzo Pellegrini e Gilberto Testa- alla delibera con la quale la giunta regionale ha cambiato gli atti programmatori e riconosce Atessa presidio di area disagiata. «Venerdì sera», contrattacca Borrelli, «esponenti del centrodestra abruzzese sono stati a Guardiagrele per chiedere la trasformazione in ospedali di area disagiata anche dei presidi di Casoli e Guardiagrele, che loro stessi hanno chiuso nel 2010. Di mattina gli stessi erano a Lanciano per sostenere che la delibera regionale che riconosce Atessa come presidio ospedaliero di area disagiata è un “bluff elettorale”. Tra loro c’era anche qualcuno che ha votato a favore della nostra proposta nel consiglio comunale del 6 novembre. Allora mi chiedo: se è un “bluff” perché chiedono adesso la stessa cosa per altri paesi?». Febbo e Di Stefano dicono che sarà il tavolo romano a decidere tutto e a bocciare la delibera che cambia gli atti programmatori ospedalieri per quanto riguarda Atessa.
«Nel dispositivo della delibera di giunta regionale n.15 è previsto espressamente», precisa Borrelli, «di rimettere al vaglio dei ministeri della Salute e dell’Economia la proposta di riprogrammazione dell’ospedale di Atessa ai fini della approvazione prevista dall’accordo sottoscritto tra Regione e Governo nel 2007 con l’inizio del Piano di rientro. Così come è espressamente previsto nella delibera che l’assenso ministeriale sulla proposta comporterà l’attuazione attraverso la definizione di azioni e cronoprogrammi della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, che potrà conseguentemente procedere ad una variazione dell’atto aziendale. Dalle interlocuzioni avute dall’assessore Silvio Paolucci con i ministeri romani, come lui stesso dichiara al quotidiano Il Centro, c’è una condivisione di questa decisione». Di Stefano e Febbo hanno puntato il dito contro i costi e i posti letti del nuovo ospedale di zona disagiata. «La fragile polemica sui posti letto», evidenzia il primo cittadino, «denota una lettura superficiale della proposta tecnica in quanto è espressamente chiarito al paragrafo 6 titolato: “Obiettivi quantitativi” che in rapporto alla dotazione di posti letto per acuti vi è la possibilità per la provincia di Chieti, nel rispetto del regolamento ospedaliero approvato con Dm 70/15, di un adeguamento allo standard nazionale fissato al 3 per mille. Quindi non bisogna sottrarre o ridurre posti letto in altri presidi. Per l’ospedale di area disagiata ci sono solo procedure corrette e benefici per il territorio».
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