Borrelli: sui cinghiali bilancio lusinghiero

28 Settembre 2017

Atessa. Uccisi 1.7O0 capi fino al 15 settembre. Sindaco e polizia provinciale: bene il piano di controllo

ATESSA. È più che lusinghiero il primo bilancio del piano di controllo dei cinghiali per la provincia di Chieti. Il resoconto è stato fatto ieri, ad Atessa, dal sindaco Giulio Borrelli, e dal comandante della polizia provinciale, Antonio Mirri. Nel 2016 nella provincia gli abbattimenti sono stati 531 mentre fino al 15 settembre di quest’anno, i cinghiali uccisi sono stati 1.700 e considerando anche la caccia “alla braccata” si passa a 3.750 cinghiali uccisi.
«Il problema esiste ed è un’emergenza», ha detto Mirri spiegando anche di come i cinghiali, aumentati di numero, siano trasmigrati dalle zone montane a quelle collinari e marine, per procacciarsi il cibo. Non è un caso che il bilancio del piano di controllo dei cinghiali sia stato fatto ad Atessa; Borrelli, il 20 agosto, è stato uno dei primi sindaci della provincia a chiedere l’intervento della polizia provinciale per l’abbattimento dei cinghiali e mettere in sicurezza il territorio. Atessa ha dato una risposta immediata mettendo in campo un numero elevato di selecontrollori (cacciatori abilitati alla caccia al cinghiale) che in modo volontario e sotto la guida della polizia provinciale, quasi ogni giorno, hanno operato sul territorio e continueranno a farlo.
«Ringrazio la polizia provinciale perché ha risposto subito e in modo competente alle nostre richieste», ha detto Borrelli, «un ringraziamento va anche alle associazioni venatorie e ambientaliste che si sono adoperate e al consigliere comunale Antonio Campitelli che è stato il “regista” di queste operazioni. Ad Atessa c’è stata un’azione di pattugliamento e di controllo, il vero valore positivo a tutta l’operazione, più che il numero in sé dei cinghiali abbattuti. Abbiamo operato nelle norme vigenti che comunque non sono sufficienti e adeguate e vanno riviste con aumentando il numero dei mesi consentiti di caccia al cinghiale, aumentando le maglie strette entro le quali devono operare la polizia provinciale e i selecontrollore. Così come sono, a nostro avviso» ha concluso il sindaco «le norme non sono sufficienti a contenere un fenomeno di dimensioni gigantesche che è molto più vasto di quello che risulta dai dati ufficiali».
Matteo Del Nobile
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