Borrello, i gamberi tornano nel fiume

16 Luglio 2021

A distanza di 8 anni dalla peste che azzerò la specie il Verde si ripopola e la riserva si apre agli appassionati

BORRELLO. Torna il gambero di fiume dopo la peste che aveva azzerato la specie: in seguito alla convenzione firmata tra Rewilding Apennines e il Comune di Borrello, sono stati eseguiti i lavori di ripristino del centro di riproduzione del gambero di fiume che si trova all’interno della riserva Cascate del Verde. È stata effettuata la pulizia delle vasche esterne al fine di poter ospitare gli individui adulti riproduttivi.
L’austropotamobius italicus meridionalis – questo il nome scientifico del gambero di fiume autoctono dell’Italia peninsulare – è protetto dalla Direttiva 92/43/Cee Habitat come specie di interesse comunitario. Il gambero ha subito un drastico crollo a causa di una pericolosa micosi dovuta al fungo aphanomyces astaci, chiamata anche peste del gambero, che non lascia scampo alla specie autoctona, mentre è tollerata da altre specie aliene, quali il gambero rosso della Louisiana e il gambero turco. La malattia non è pericolosa per l’uomo. A luglio del 2013 la peste del gambero causò anche la chiusura dell’incubatorio di Borrello che faceva fa parte del progetto “Crainat - Conservation and recovery of austropotamobius pallipes in italian natura2000 sites”, finanziato nell’ambito del programma comunitario Life+ 2008. L’obiettivo di questo progetto è la conservazione e l’incremento dei gamberi autoctoni. Diverse le fasi del programma: accertare la reale popolazione dei gamberi, far nascere negli incubatoi nuovi gamberi e quindi, liberazione del novellame. L’accoppiamento degli adulti avviene tra ottobre e novembre; le uova si schiudono a giugno; ai primi di novembre c’è la reintroduzione nel territorio.
A luglio dello scorso anno esponenti di Rewilding Apennines e il biologo Tommaso Pagliani, esperto di ambienti fluviali, si recarono lungo tre corsi d’acqua, il Gizio a Pettorano sul Gizio, il Verde a Borrello e il Romito a Morino (L’Aquila), con l’intento di valutare la qualità ambientale e le caratteristiche biochimiche e biologiche per definire l’idoneità ambientale per il gambero di fiume. Il Rewilding Apennines è un’associazione connessa con la fondazione Rewilding Europe, con sede in Olanda e i suoi obiettivi sono: promuovere, organizzare e realizzare studi e ricerche sugli ambienti naturali, fauna e flora italiani. Il progetto, a distanza di un anno, va avanti. «Nella speranza che la stagione prosegua al meglio, l’auspicio», dice in una nota Rewilding Apennines, «è avere un buon tasso di riproduzione in autunno così da avere un cospicuo numero di giovani gamberi da rilasciare in futuro».