Borsari, la salma in paese per la benedizione

4 Gennaio 2023

Guardiagrele. Il feretro del fotoreporter per alcune ore al cimitero, poi a San Benedetto per la cremazione

GUARDIAGRELE. Ha fatto tappa nella sua Guardiagrele la salma di Luciano Borsari, il fotoreporter morto improvvisamente a 67 anni all’aeroporto di Fiumicino mentre attendeva di imbarcarsi per tornare a San Diego, negli Stati Uniti. Il feretro è rimasto per alcuni giorni nel cimitero del Verano, a Roma, in attesa del via libera per la cremazione a San Benedetto del Tronto. Nel trasferimento verso l’impianto marchigiano, il passaggio a Guardiagrele per la benedizione da parte del parroco, don Erminio Di Paolo, e per l’ultimo saluto di parenti e amici. Luciano Borsari era molto legato alla sua cittadina dove, prima del malore, era stato a trovare per qualche giorno il fratello Corrado. Poi la ripartenza per gli Usa. Borsari, “phofojournalist e commentatore apolitico di fatti e tragedie umane giornaliere nel mondo”, come aveva scritto nella sua pagina Facebook, era nato a Caracas nel 1955 da Giuseppe, originario di Formigine (Modena) e Velia Scogna, guardiese. Da ragazzo ha attraversato più volte l’Atlantico per vivere tra Guardiagrele e Caracas. Per studio di era trasferito a San Diego dove, nel 1981, si era e laureato in Economia e commercio con un master in International business. Divenne il fotoreporter dell'agenzia Ppl/Oxbow di Londra ottenendo l'incarico di fotografare l'America's Cup e la Louis Vuitton. Per quest'ultimo evento ha avuto il premio dalla Galleria ufficiale dell'America's Cup "Best international photographic collection of 1995". Entrato a far parte della prestigiosa agenzia Zuma Press, con sede a Laguna Beach, in California, Borsari ha iniziato una lunga carrellata di foto d'autore.
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