Borse lavoro: intesa con la Asl per i lavori in municipio

21 Aprile 2015

LANCIANO. Al via dal 1° maggio cinque nuove borse lavoro per pazienti psichici, che saranno impiegati negli uffici comunali. Dopo la sospensione del servizio, nel dicembre 2013, a sette pazienti che...

LANCIANO. Al via dal 1° maggio cinque nuove borse lavoro per pazienti psichici, che saranno impiegati negli uffici comunali. Dopo la sospensione del servizio, nel dicembre 2013, a sette pazienti che ne usufruivano da anni e le polemiche che ne sono derivate, il Comune ha presentato ieri la nuova convenzione con il Dipartimento di salute mentale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, alla presenza dell’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci.

«Il nostro operato andava nella direzione giusta», afferma l’assessore comunale alle politiche sociali, Dora Bendotti, «quella di dare la possibilità a più persone affette da queste patologie di provare l’esperienza di inserimento nel campo sociale e lavorativo. Non spetta ai Comuni trovare percorsi lavorativi definitivi, ma questa amministrazione ha anche provato a tessere rapporti con le istituzioni del mondo del lavoro. Purtroppo non ci siamo riusciti».

I cinque pazienti saranno impiegati per sette mesi, fino a dicembre, in mansioni di usciere, collaboratore per servizi di giardinaggio, pulizia di uffici e strutture, attività lavorative cimiteriali. Saranno retribuiti con 287 euro per 40 ore mensili.

«Merito al Comune di Lanciano che, in tempi di crisi per la finanza locale e di difficoltà per le nuove regole sull’erogazione delle borse lavoro, ha messo a disposizione cifre che consentono di riavviare questo importante percorso di riavvicinamento dei pazienti al mondo del lavoro», dice il direttore del Dipartimento di salute mentale, Mario Di Giannantonio, «la borsa lavoro non è né una pensione né un vitalizio per la disabilità, ma un diritto che va garantito a più persone possibile». «È un valido esempio di integrazione socio-sanitaria», commenta l’assessore Paolucci, «serve una valutazione della Asl per individuare le persone che hanno davvero bisogno di usufruire di questo servizio. Il Comune ha fatto uno sforzo significativo e un’operazione di trasparenza nell’utilizzo di risorse pubbliche. Il diritto di entrare nel mondo lavorativo va garantito a più persone possibile». «La borsa lavoro è stata scambiata, negli anni passati, come un posto fisso, ma non è quella la sua funzione», conclude il sindaco Mario Pupillo, «ogni tre mesi il Dipartimento di salute mentale monitorerà i progressi dei pazienti nella fase di inserimento lavorativo, cosa che non succedeva prima anche a causa dell’assenza della Asl. In questo modo si potrà valutare se e come sono idonei per un impiego dopo la borsa lavoro. Continueremo a farci portavoce con le aziende per individuare percorsi lavorativi alternativi».

Stefania Sorge

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