Botte a moglie e figlia: c’è l’udienza
Alla piccola avrebbe fratturato il femore nella lite con la congiunta
LANCIANO. Maltrattamenti e lesioni verso la convivente e la figlia di un mese. Sono i reati di cui risponderà davanti al giudice per le udienze preliminari il 22 febbraio 2016, il papà, di 32 anni, di Lanciano, a cui nel febbraio scorso la polizia e la Procura hanno notificato il divieto di avvicinamento ai famigliari, ora revocato
Il gip Massimo Canosa, ha accolto la richiesta della Procura di andare a processo e ha fissato la data dell’udienza.
Secondo le accuse l’uomo, rappresentato e difeso dall’avvocato Alessandro Marrone, avrebbe procurato alla figlia, di appena un mese, una frattura scomposta del femore sinistro, strattonandola durante una lite con la mamma della piccola. Frattura che era stata ipotizzata dopo giorni dal pediatra e che era stata poi confermata dalla radiografia eseguita in ospedale.
La donna, inoltre, sarebbe stata vittima di botte, morsi e vessazioni psicologiche, anche mentre era incinta. Proprio le continue vessazioni fisiche e psicologiche, come ricostruito dalla polizia, avevano indotto la donna ad allontanarsi dal compagno che, in uno scatto d’ira durante un'ultima lite in casa, avrebbe appunto strattonato la neonata fratturandole la gambetta.
Il 32enne, come spiegato dall’avvocato Marrone, non aveva intenzione di fare del male alla piccola.
In sede di udienza preliminare si cercherà di fare ulteriore chiarezza, sarà poi il giudice a decidere se andare avanti o prosciogliere da ogni accusa il padre. (t.d.r.)
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