Botte all’arbitro donna durante il derby
Pallonata al petto e uno spintone alla giovane direttrice di gara che finisce al pronto soccorso
RAPINO. Lancia il pallone verso l'arbitro, mancando il bersaglio, poi si avvicina alla giacchetta nera e la spinge indietro con una mano che colpisce il torace. L'arbitro è una donna, aspetto che surriscalda ancora di più gli animi alla fine del derby di seconda categoria, Girone F, tra San Martino sulla Marrucina e Pretoro che secondo le previsioni della vigilia aveva danzato per i 90 minuti regolamentari sul filo di una tensione pronta a esplodere. Scatenato da un presunto errore dell'arbitro su uno scontro di gioco, l'episodio avviene davanti agli oltre 200 spettatori assiepati sugli spalti del campo comunale durante i 3 minuti supplementari concessi a fine secondo tempo, tra urla e incredulità nelle opposte tifoserie. E' un epilogo singolare anche perché quel calcio di punizione negato non avrebbe comunque stravolto le sorti dell'incontro, con il San Martino in vantaggio per 3 reti a 0 e appena 60 secondi residui da giocare. L'arbitro, la poco più che ventenne Chiara Di Fabio della sezione di Chieti, espelle l'autore del gesto, il difensore del Pretoro Giovanni Librone, 28 anni di Rapino e studente di Agraria a Teramo. E dopo aver annotato tutto sul taccuino si cambia e va dritta al clinicizzato di Colle dell'Ara, dove una visita in Pronto soccorso rivela che lo spintone ha provocato un trauma contusivo allo sterno guaribile in alcuni giorni. L'episodio cade come una tegola sul calcio dilettantistico abruzzese, classificato tra i più disciplinati in un contesto italiano percorso da un allarme sulla crescente violenza sugli arbitri e tra gli ultrà che si spostano ogni domenica lungo la penisola. I fatti di Rapino andranno a arricchire la statistica negativa messa insieme nel 2014 dall'Aia, l'Associazione italiana arbitri, che ha istituito l'Osservatorio sulla violenza.. Dall'inizio dell'anno sono già 370 gli episodi classificati, tra violenze fisiche e morali nei confronti delle giacchette nere nei campionati dall'Eccellenza in giù. Librone, teme la sua società, potrebbe subire una pesante squalifica dal giudice sportivo, da uno fino a tre anni. Fatte salve un'ulteriore azione disciplinare della Federazione gioco calcio (Figc) e un'eventuale querela che l'arbitro potrebbe intentare nei confronti del giocatore. «Il nostro difensore», commenta il presidente del Pretoro, Ruggero Tilli, «lo abbiamo dovutamente redarguito per il suo gesto antisportivo. Ma non violento», puntualizza, «come tutti hanno potuto vedere. Siamo quindi perplessi, anzi sconcertati, di fronte alla scelta dell'arbitro di farsi visitare in ospedale». Alla sezione arbitrale di Chieti non rilasciano commenti, tranne un’asciutta precisazione del presidente Bruno Di Paolo su «una procedura di portata generale, del resto ben nota, che prevede ogni azione di autotutela che l'arbitro ritiene di dover assumere in seguito a episodi di questo genere».
Francesco Blasi

