Botte alla convivente: «Ora resti lontano»

Lanciano. Divieto di avvicinamento per un 24enne. Picchiava la donna anche davanti alla figlia di 7 anni
LANCIANO. «Da questa relazione non esci viva». Così le diceva accompagnando offese e minacce con schiaffi e pugni al volto, spintonamenti e violenze psicologiche. E spesso alla presenza della figlia di soli 7 anni di lei. Maltrattamenti a cui la donna ha detto basta denunciando soprusi e violenze alla polizia. Per un 24enne di origine romena, A.M.I., è scattato il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla ex convivente. Il procuratore Mirvana Di Serio ha chiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, la misura cautelare, che è stata eseguita prima di Natale dagli agenti del commissariato, diretto dal vicequestore Miriam D'Anastasio. Al giovane è fatto divieto anche di comunicare con ogni mezzo (anche telefonico o telematico) con la donna. Le violenze fisiche e psicologiche nei confronti della 29enne connazionale sono andate avanti per sei mesi, fino a una decina di giorni fa, quando la donna, temendo per la propria incolumità e per quella della bambina (nata da una precedente relazione), ha impedito al compagno di fare rientro a casa. In questi mesi la 29enne ha subito pesanti offese, minacce di morte e botte. Nei suoi scatti d'ira il 24enne rompeva piatti e suppellettili oppure le metteva le mani addosso: schiaffi e pugni in volto, spintonamenti. In un'occasione, lo scorso luglio, l'ha presa per il collo e ha stretto con forza. La donna è riuscita a divincolarsi dalla presa, che tuttavia le ha procurato ecchimosi al collo e una distorsione del rachide cervicale, con 10 giorni di prognosi. Ma le violenze erano anche di tipo psicologico: il 24enne controllava il suo telefono e i suoi movimenti e le impediva di frequentare la madre. Spesso alle violenze assisteva la bambina di 7 anni, che poi in lacrime inviava messaggi di aiuto alla nonna. Vivendo in un clima di soggezione e prostrazione, la 29enne ha trovato la forza di denunciare. Oggi A.M.I., assistito dall'avvocato Alessandro Falconio, sarà sottoposto ad interrogatorio di garanzia. Il giudice ha ritenuto adeguata la misura cautelare del divieto di avvicinamento: in caso di trasgressione per il 24enne ci sarà il carcere.
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