Botte alla moglie, assolto in appello

Era stato arrestato nel 2012. Resta la condanna per resistenza
CASTEL FRENTANO. Assolto dalle accuse più gravi e condannato a quattro mesi “solo” per resistenza a pubblico ufficiale. È il verdetto della Corte di appello dell’Aquila per Consiglio Abbonizio, 50enne di origine frentane ma residente in Belgio, arrestato tre anni fa con l’accusa di aver picchiato la convivente sotto gli occhi della figlia minorenne.
L’uomo, difeso dall’avvocato Ernesto Graziani, era stato condannato in primo grado a cinque anni per maltrattamenti. I fatti risalgono al luglio del 2012. Secondo le accuse, era stato il comandante della caserma dei carabinieri di Castel Frentano, libero dal servizio, a sentire le grida disperate della donna e a precipitarsi in strada. Individuato l’appartamento dal quale la disperata richiesta di aiuto proveniva, il comandante aveva cercato di farsi aprire fino a quando, poco prima di sfondare la porta, era stata la donna stessa, con il volto insanguinato e pieno di ematomi, a comparirgli davanti.
Accompagnata in ospedale insieme alla figlia per accertamenti, la donna -con parlava una parola di italiano- non aveva voluto denunciare il marito, che i carabinieri aveva cercato comunque di portare in caserma. L’uomo si era divincolato e aveva opposto resistenza, facendo scattare l’arresto d’ufficio.
La sentenza di appello sembra raccontare una verità diversa. «Il mio assistito», spiega Graziani, «è stato assolto dalle accuse di maltrattamenti e lesioni gravissime e condannato solo per la resistenza a pubblico ufficiale, a quattro mesi. Oltre all’assoluzione dalle accuse più gravi, abbiamo ottenuto la sospensione condizionale della pena e la non menzione nel casellario giudiziario». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

