Botte alle assistenti sociali: condannata

4 Luglio 2018

Due anni e mezzo per avere picchiato la dirigente e una dipendente. In futuro potrebbe essere chiamata a riparare i danni

LANCIANO. Aggredì un’assistente sociale e la dirigente, mettendo a soqquadro anche un ufficio del Comune. Dopo due anni arriva la condanna per Sara Cupido, 30 anni, di Lanciano. Ieri alla giovane è stata inflitta la pena di due anni e sei mesi di reclusione per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, oltre al risarcimento danni da quantificare in altra sede. E non è escluso che venga chiamata, in futuro, a rispondere anche di danneggiamento aggravato ai danni del Comune di Lanciano.
L’aggressione risale al 14 giugno 2016. La Cupido era andata negli uffici dell’assessorato alle Politiche sociali per denunciare una situazione di degrado di una famiglia sua vicina di casa. All’inizio era calma, poi però aveva iniziato ad urlare e con una sberla a mano aperta aveva colpito l’assistente sociale Tiziana S. con cui stava parlando. Poi le aveva tirato i capelli e l’aveva graffiata. Alle grida della dipendente era accorsa in suo aiuto la dirigente Gabriella Calabrese. Contro le due donne la Cupido, salita nel frattempo su una scrivania, aveva scagliato diversi oggetti e anche parti di un computer, danneggiando suppellettili e locale. Dopo la sfuriata le due dipendenti erano state accompagnate al Pronto soccorso e la Cupido denunciata.
Ieri il processo in primo grado è arrivato al capolinea. Il pm Delfina Conventi ha chiesto la condanna a sei anni, mentre il giudice Andrea Belli ha inflitto 2 anni e sei mesi per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale nei confronti della dirigente Calabrese, assistita dall’avvocato Andrea Cerrone, e dell’assistente sociale, assistita dall’avvocato Consuelo Di Martino. «Ricorreremo in appello contro la condanna per resistenza a pubblico ufficiale», annuncia l’avvocato Vincenzo Menicucci che difende la Cupido. La giovane è stata invece assolta per minacce e lesioni ai vicini di casa, mentre il reato di estorsione è stato derubricato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Il giudice Belli ha poi rimesso gli atti alla Procura affinché valuti se ci sono gli estremi per processare la Cupido anche per danneggiamento aggravato ai danni del Comune di Lanciano.
«Questa sentenza è una compensazione morale per la grave aggressione subita e le sofferenze sofferte dalle nostre dipendenti», commenta il sindaco Mario Pupillo, «nonché un monito a confrontarsi in maniera serena con gli enti pubblici. Quello di due anni fa è stato un episodio drammatico che evidenzia come i nostri operatori siano esposti quotidianamente a pericoli. Oggi sempre più il disagio sociale si trasforma in sfiducia nelle istituzioni e in aggressioni. Ma chi commette queste azioni alla fine paga».
©RIPRODUZIONE RISERVATA