Botte e insulti, marito condannato
Un anno di reclusione al 68enne che ha reso la vita della moglie un inferno
LANCIANO. Schiaffi al volto e in varie parti del corpo. Offese quotidiane. Minacce e umiliazioni. Era questa la “normalità”; quando, poi, era in preda ad attacchi di gelosia ed era fuori di sé, spaccava anche gli oggetti che trovava in casa. Lei, per paura, scappava di casa, rifugiandosi dai familiari. Poi però, per amore tornava sempre da lui.
Così è andata avanti per tre lunghi anni, dal gennaio 2011 al 13 agosto 2014. Alla fine ha ceduto e denunciato il convivente, D.D.F., 68 anni, di Lanciano, finito a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. L’uomo è stato condannato con rito abbreviato dal giudice per le udienze preliminari, Marina Valente, a un anno di reclusione, pena sospesa.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura frentana, l’uomo avrebbe reso la vita della moglie un vero inferno, almeno a partire dal 2011. Alle parole d’amore aveva sostituito le offese, ai classici nomignoli affettuosi le parolacce e le minacce, che erano diventate ormai quotidiane. Dalla sua bocca uscivano, rivolte alla moglie, frasi come «Ti spezzo le gambe», «Ti ammazzo», «Ti spacco la faccia», seguite da parolacce e improperi. E frequenti erano anche le percosse: schiaffi al volto e colpi in varie parti del corpo. E ancora, quando era fuori di sé, le incuteva terrore danneggiando gli oggetti che trovava in casa.
In preda agli attacchi di gelosia volavano botte, oggetti e frasi offensive. Sottoponeva la moglie a umiliazioni che portavano la donna, per paura, a scappare di casa e a cercare riparo dai familiari. Finito a processo, il marito violento è stato condannato per maltrattamenti a un anno di reclusione. La pena è stata sospesa. Dall’inizio dell’anno è la sesta condanna da parte del tribunale frentano per maltrattamenti, a cui seguono tre rinvii a giudizio e un’assoluzione. (t.d.r.)
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