Botte e minacce ai familiari, torna in carcere

Si aggrava la misura cautelare per un 25enne ai domiciliari: ha picchiato i congiunti e distrutto casa
LANCIANO. Botte e minacce ai familiari, dai domiciliari torna in carcere un 25enne di Lanciano. Si aggrava la misura cautelare per Giovanni Roselli, che dallo scorso settembre era in regime di custodia cautelare nell’abitazione di famiglia. Ma in questi mesi la convivenza con i genitori e gli altri familiari è stata caratterizzata da continue liti e comportamenti violenti dell’arrestato, fino all’ennesimo episodio, di venerdì scorso. L’attività di indagine svolta dalla polizia, agli ordini del commissario Mario Di Giuseppe, ha indotto la Procura di Lanciano a chiedere la restrizione carceraria per il 25enne
. Martedì pomeriggio gli agenti della sezione Anticrimine del commissariato, diretta dall’ispettore Amerino Verì, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa. In attesa di conoscere l’istituto penitenziario di destinazione, Roselli è rinchiuso nella camera di sicurezza del commissariato di Vasto. Come accertato dalla polizia, il giovane deve rispondere di diversi reati, dall’estorsione alla rapina, dalle minacce alle lesioni, questi ultimi da ricondurre nell’ipotesi più ampia di maltrattamenti in famiglia. Roselli era già finito in carcere, nei mesi scorsi, per i rapina ai danni dell’ex fidanzata. Il difensore, l’avvocato Luca Scaricaciottoli, aveva ottenuto la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il giovane era quindi tornato a vivere con i genitori, nella casa di contrada Sant’Amato. Ma i pochi mesi di convivenza sono stati caratterizzati da continue liti in famiglia, con il 25enne che attraverso botte e minacce, anche con l’uso di un coltello, estorceva o rubava denaro ai congiunti. Questi ultimi, all'intervento delle forze dell’ordine, spesso minimizzavano o coprivano i suoi comportamenti violenti, nella speranza che la presenza degli agenti potesse calmarlo. Fino a venerdì scorso quando il giovane, dopo l’ennesimo litigio con i genitori, ha dato in escandescenza distruggendo gli arredi e colpendo i familiari. Da qui la richiesta per l’aggravamento della misura cautelare.
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