Botte e sputi dal marito davanti alle figlie

19 Novembre 2015

Per tre anni ha subito le violenze del coniuge: «Ho sopportato per le bambine». L’uomo è stato allontanato da casa

VASTO. Per tre anni ha vissuto un inferno, subendo vessazioni e abusi fisici e psicologici dal compagno di una vita. Che, secondo le accuse, l’ha presa a calci e perfino calpestata. Avrebbe subito l’onta degli sputi sul viso. E mentre il suo volto e il corpo si riempivano di lividi, l’anima si lacerava. Il pensiero delle due figlie è stata l’unica consolazione e, al tempo stesso, la forza per andare avanti. Lo ha fatto per tre anni. Poi, proprio quelle creature le hanno dato anche il coraggio di denunciare il marito. L’incubo adesso è finito.

Gli agenti del commissariato di Vasto hanno eseguito ieri un’ ordinanza di misura cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vasto, Caterina Salusti, per il reato di maltrattamenti in famiglia. Il marito violento (del quale non sono state rese note le generalità per tutelare la vittima e le figlie minorenni) è stato allontanato immediatamente dalla casa familiare. «Le indagini hanno messo in luce particolari tristissimi», spiega il dirigente del commissariato, il vice questore Alessandro Di Blasio, «per tre anni la donna ha subito gravi episodi di vessazioni e soprusi di ordine fisico, morale e psicologico da parte del marito». L’incubo per la donna sarebbe iniziato dopo la nascita delle due figlie. L’uomo sarebbe diventato aggressivo e avrebbe cominciato ad allontanare la moglie dalla sua famiglia d’origine. Poi le avrebbe vietato di incontrare i familiari. Infine sarebbe passato ad atteggiamenti sempre più violenti. «Indagando abbiamo accertato una serie lunghissima di maltrattamenti e purtroppo anche percosse», annota il vice questore.

Negli ultimi tempi la situazione familiare pare fosse peggiorata. In più occasioni l’uomo avrebbe schiaffeggiato e ingiuriato ripetutamente la moglie, lanciandole contro e distruggendo gli oggetti che riusciva ad afferrare. «Abbiamo accertato che l’uomo ha strattonato la poveretta più volte con violenza, fino a farla cadere a terra per poi calpestarla. Spesso le sputava in faccia e la minacciava di morte. Tutto questo avveniva in presenza delle figlie minori», racconta il dirigente del commissariato. «Ho sopportato per le mie creature», ha confidato in lacrime alla polizia la donna. Si rialzava, si medicava, e pregava che l’incubo finisse. E invece le botte sono aumentate fino a costringerla a chiedere aiuto ai sanitari del pronto soccorso del San Pio. A settembre è arrivata la prima chiamata al 113. «Dopo aver cercato di picchiarla, il marito l’ha chiusa fuori dal balcone di casa», racconta Di Blasio. L’ultima aggressione è di qualche giorno fa. Lui le ha preso le chiavi di casa, i documenti e il cellulare e li ha distrutti lanciandoli dal finestrino dell’auto in corsa. Il grido d’aiuto della vittima, supportato dai riscontri della sezione di polizia giudiziaria della polizia di Stato e della Procura, hanno confermato i gravi atti di prevaricazione e violenza. Il giudice per le indagini preliminari non ha avuto esitazione. Ritenuti gravi gli elementi a carico del marito violento e spiccata la sua pericolosità, il giudice ha emesso, a carico dell’uomo, la misura cautelare dell’immediato allontanamento dalla casa familiare, con il divieto di avvicinamento ai luoghi normalmente frequentati dalla vittima e dai suoi familiari.

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