Botte in casa prima delle coltellate Lei disse: ho paura di mio marito

21 Gennaio 2022

Roberto Salute è stato portato in carcere. I parenti: «Picchiava la coniuge che voleva la separazione» L’avvocato della donna: «Quando abbiamo avviato l’iter, mi ha confidato che temeva una reazione»

TORREVECCHIA TEATINA. Sono quasi le tre di ieri pomeriggio quando Roberto Salute, accusato del tentato omicidio della moglie Marina Salute (i due hanno lo stesso cognome), entra nel carcere di Chieti. Dopo aver trascorso due notti nella camera di sicurezza della caserma di via Ricciardi per l’assenza di un posto in cella – scenario sempre più comune ai tempi del Covid – dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è arrivata la comunicazione della disponibilità della casa circondariale di Madonna del Freddo. Piange e si dice pentito, il 56enne operatore ecologico di Torrevecchia Teatina che, martedì sera, ha accoltellato due volte in casa la coniuge, di cinque anni più giovane, dalla quale si stava separando. Oggi si conoscerà la decisione del giudice Luca De Ninis sulla richiesta del procuratore Lucia Anna Campo di confermare la custodia cautelare in carcere per l’indagato, al quale è stata contestata l’aggravante della gelosia dopo i colpi inferti con un coltello da cucina all’addome e sotto l’ascella sinistra della donna. Il difensore dell’arrestato, l’avvocato Stefano Sassano, ha sollecitato i domiciliari. L’inchiesta è condotta dai carabinieri della stazione di Chieti Principale e della sezione operativa della compagnia teatina.
«LUI LA PICCHIAVA»
Secondo la testimonianza dei parenti, Roberto aveva picchiato la moglie anche nel recente passato: era convinto che lo tradisse. Ma lei, probabilmente per quieto vivere, aveva deciso di non denunciarlo. Né risultano interventi delle forze dell’ordine nella villetta al civico 31 di via Colli. I coniugi Salute erano in crisi da tempo. Lo scenario è peggiorato venerdì scorso, quando Roberto ha ricevuto da parte dell’avvocato della moglie una lettera di convocazione con incontro fissato per il lunedì successivo. Lui non si era presentato all’appuntamento. Il 56enne ripeteva in continuazione che avrebbe perso tutto, casa compresa. Marina, in base ai racconti di chi la conosceva, temeva il marito.
«LEI AVEVA PAURA»
L’avvocato Laila Tammaro, che la sta seguendo nella separazione, conferma: «Mi aveva chiesto di andarci cauta e di usare un tono conciliante perché aveva paura delle reazioni del marito. La convocazione è stata molto bonaria: ho rappresentato l’intenzione della signora di separarsi e la volontà di trovare un accordo». Martedì il legale di Roberto, l’avvocato Alessandro Aliprandi, ha inviato alla collega una proposta per siglare l’intesa. «La stavamo valutando», spiega Tammaro. «Io non avevo ancora risposto alla mail quando ho ricevuto la notizia dell’accoltellamento».
LA DONNA È IN RIANIMAZIONE
Marina rimane ricoverata in Rianimazione dopo l’operazione d’urgenza che ha affrontato nella notte tra martedì e mercoledì. Nelle prossime ore la donna potrebbe essere trasferita in un altro reparto dell’ospedale Santissima Annunziata e incontrare la figlia Pamela. È stata la giovane, la sera del tentato omicidio, a lanciare l’allarme telefonando al 118. La madre infatti, dopo essere stata colpita, è fuggita al piano superiore della villetta, dove abita la figlia. In quegli stessi minuti, Roberto ha raggiunto in auto la caserma dei carabinieri di via Arniense, a Chieti, e si è costituito.
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