Botte in famiglia: arresto e allontanamenti

Punge la madre con siringhe usate per avere soldi: fermato. Niente avvicinamento alle mogli per altri due
LANCIANO. Picchia e punge con siringhe usate la madre per farsi dare i soldi per la droga. Per queste orribili violenze la polizia ha arrestato un 46enne di Lanciano. Non è l’unico caso che la cronaca ci consegna: ad Atessa due uomini sono stati allontanati dalle rispettive case per maltrattamenti in famiglia.
Mogli e madri vittime di mariti e figli violenti. Succede ancora nel Frentano e nel Sangro. A Lanciano F.P., tossicodipendente di 46 anni, già noto alle forze dell’ordine, ha picchiato più volte la madre 74enne, colpendola con calci e pugni in varie parti del corpo, e l’ha minacciata di morte. È arrivato persino a pungerla con le siringhe usate per iniettarsi lo stupefacente. La donna in più occasioni gli ha consegnato somme di denaro sperando di evitarsi ulteriori maltrattamenti, a cui l’uomo sottoponeva anche altri familiari. Dopo le denunce presentate, le indagini della squadra investigativa del commissariato hanno portato alla richiesta da parte della Procura della custodia cautelare in carcere per l'uomo. L’ordinanza, emessa dal Gip, è stata eseguita mercoledì dagli agenti. F.P., detenuto a Villa Stanazzo, deve rispondere di rapina, estorsione, lesioni, maltrattamenti in famiglia.
Altre due donne vittime di violenza domestica si registrano ad Atessa. I carabinieri hanno eseguito le misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi dalla stessa frequentati, adottate dal tribunale di Lanciano nei confronti di un 44enne e di un 48enne, entrambi residenti ad Atessa e responsabili rispettivamente di atti persecutori e maltrattamenti in famiglia. Nel primo caso l’indagine condotta dai carabinieri di Atessa ha avuto inizio in seguito alla denuncia della vittima che, dopo essersi separata dal marito, continuava a subire minacce e ingiurie da parte dell’ex coniuge, il quale non accettava la fine della relazione. È stato l’ultimo grave episodio, quando la donna è stata colpita con un pugno al volto dall’ex marito, a convincerla a rivolgersi ai carabinieri. Nel secondo caso, invece, le violenze sono emerse in seguito alla richiesta di intervento al 112 da parte della madre della vittima, dopo che quest’ultima era stata minacciata di morte e aggredita con calci e pugni dal marito ubriaco, tanto da procurarle la rottura di due costole e un trauma cranico. A intervenire, la pattuglia di Borrello. Dall’indagine svolta è emerso che le violenze, fisiche e morali andavano avanti da circa 5 anni, condite da comportamenti denigratori e spesso consumate alla presenza dei figli minori. In entrambi i casi i carabinieri hanno attivato la procedura nota come “codice rosso”, che ha permesso all’autorità giudiziaria di emettere tempestivamente i provvedimenti a tutela delle vittime. (s.so.)
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