Botte in municipio In 5 chiedono danni

LANCIANO. Estorsione, lesioni, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale: sono i reati di cui deve rispondere Sara Cupido, 29 anni di Lanciano, nel processo che si è aperto di fronte al giudice...
LANCIANO. Estorsione, lesioni, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale: sono i reati di cui deve rispondere Sara Cupido, 29 anni di Lanciano, nel processo che si è aperto di fronte al giudice Andrea Belli per i fatti accaduti il 14 giugno 2016 nell’ufficio delle politiche sociali. Quel giorno la donna aggredì con schiaffi, graffi, calci, tirate di capelli le assistenti sociali del Comune dalle quali era andata per denunciare una situazione di degrado di una famiglia vicina di casa a cui l’ora prima aveva estorto del denaro. Nel processo le cinque parti offese, ovvero la dirigente delle politiche sociali Gabriella Calabrese, l’assistente sociale e la famiglia di tre persone presunta vittima dell’estorsione, si sono costituiti parte civile. Hanno richiesto danni da 3.500 a 10.000 euro. La donna, rappresentata dall’ avvocato Vincenzo Menicucci, in base alle accuse il 14 giugno 2016 era andata a casa della vicina G.A. per farsi consegnare 25 euro. Al rifiuto l’avrebbe aggredita scagliandole contro una bottiglia di vetro e graffiandole il viso. L’ha minacciata anche di morte e di farle togliere i figli. Poi se l’è presa con la madre della donna, E.M., colpendola con una gomitata al volto e facendole battere la testa contro il muro. Alla fine avrebbe costretto G.M.A.N. la figlia Di G.A.a darle 30 euro (da qui l’estorsione). Le tre finirono in ospedale con prognosi da 2 a 7 giorni (lesioni). Dopo lo scontro con le vicine la Cupido ha raggiunto l’ufficio delle politiche sociali per denunciare la vicina, chiedere di toglierle i figli perché si prostituiva. In ufficio, però, si è scagliata contro l’assistente sociale, le ha strappato i capelli, presa a schiaffi, graffiata. Arrivata in suo aiuto la dirigente, la Cupido avrebbe scagliato contro le due gli oggetti presenti in ufficio procurando loro lesioni di 15 e 10 giorni. La Cupido si è sempre difesa dicendo di essersi recata in Comune per denunciare una situazione di degrado e ha negato l’estorsione verso la vicina, dicendo di essere andata da lei solo per farsi restituire i soldi che le aveva prestato. Prossima udienza il 21 febbraio. (t.d.r.)
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