Chieti

Botte nel locale e 16enne picchiato, il proprietario: «Chi crea problemi arriva da fuori Chieti»

13 Luglio 2026

Il titolare di “BonBon” in piazza Vico sull’assalto contro il 16enne teatino da parte di quattro coetanei: «Violenza inspiegabile. Sì all’aumento di telecamere ma per prevenire allontaniamo i clienti molesti»

CHIETI. «È stato un attimo, velocissimo. Un’azione inspiegabile, senza avvisaglie. Siamo intervenuti subito. Non era mai accaduto prima e speriamo che non accada mai più». Andrea Belfatto ha le idee chiare: la città non ha un problema di sicurezza, le aggressioni ci sono sempre state. Le telecamere? Servono, ma per prevenire ha un’altra ricetta: cacciare i clienti molesti. Così il proprietario di BonBon, il bar in piazza Vico – cuore del centro storico di Chieti – commenta ai microfoni del Centro l’aggressione avvenuta venerdì notte davanti all’ingresso del suo locale, quando quattro adolescenti hanno circondato e picchiato un 16enne teatino che stava trascorrendo, attorno alla mezzanotte, una serata tranquilla con i suoi amici, in mezzo a decine di persone.

Domani, per lo studente vittima dell’aggressione, è il giorno dell’operazione chirurgica per intervenire sulla frattura scomposta al naso, a seguito di un pugno sferrato da un membro del branco in pieno volto. Ma per il giovane come per il locale, guidato da due anni da Belfatto, la vita va avanti senza che l’assalto del branco, messo in fuga dal proprietario del locale, possa gettare ombre sull’immagine di una città che – Belfatto sottolinea a più riprese – «non sta vivendo nessuna emergenza sicurezza né noi, nel nostro locale, abbiamo mai vissuto situazioni simili. Anzi, è la prima volta in assoluto che mi trovo a dover coinvolgere gli uomini della sicurezza».

E sulla proposta del sindaco Giovanni Legnini di puntare sul potenziamento del sistema di videosorveglianza – con quattordici nuove telecamere in arrivo a settembre – il titolare del locale dice: «Le telecamere servono sopratutto dopo lo scontro, più che prima. Possono essere un deterrente, ma aiutano principalmente in fase di indagine. Il sindaco, però, ha la mia stima, non sono contrario all’idea di avere più telecamere, anzi la rispetto».

Ma allora, qual è il modo, se c’è, per prevenire fatti come quelli di venerdì scorso? «Queste cose», prosegue Belfatto, «sono sempre accadute, dall’alba dei tempi. Che la notte, nella movida, nel fine settimana, si possano creare queste situazioni non è un fatto di adesso ed è difficile prevenire. Quello che facciamo qui, da sempre, è allontanare i clienti molesti, selezionando chi frequenta il bar. Ognuno, del resto, è libero di scegliersi la propria clientela. Da noi non viene chi è legato a droghe o eccessi di alcol, chi può dare fastidio o essere pericoloso. È un bar tranquillo per gente per bene, ci vengono anche le forze dell’ordine».

Le risse avvenute nelle ultime settimane allarmano i locali del centro storico? «Non posso parlare a nome di altri locali, perché appunto noi abbiamo fatto un lavoro molto attento sulla nostra clientela, che altri sono liberi di fare diversamente o di non fare. Noi non siamo preoccupati», conclude il proprietario di BonBon, che sulla questione clientela puntualizza: «Il problema spesso nasce quando si attirano persone da fuori città, cioè quando a venire a consumare non sono clienti abituali ma chi ha, purtroppo, una mentalità o una educazione diversa. Questo accade sopratutto in occasione di serate speciali, non è ordinaria amministrazione. Ma come ho detto, non siamo preoccupati e la situazione era e resta sotto controllo».