violenza in città, l’intervista

Sedicenne circondato e picchiato in centro Chieti: «Io, aggredito dal branco senza motivo»

12 Luglio 2026

Finisce in ospedale un minorenne teatino: quattro coetanei gli hanno rotto il naso a pugni. La vittima: paura per l’operazione

CHIETI

Qual è stato il primo pensiero durante l’aggressione?

«Ho i ricordi confusi, ma istintivamente ho pensato che dovevo difendermi».

Hai avuto paura?

«Sì. Tutto è durato circa trenta secondi, ma è stato bruttissimo. Adesso però ho un’altra paura».

Quale?

«L’operazione».

Martedì i medici dell’ospedale di Chieti dovranno mettere le mani su una frattura scomposta del naso, sul volto sfregiato di uno studente teatino di 16 anni che ha visto sconvolto il suo venerdì sera, passato in compagnia degli amici davanti al bar “Bon Bon” di piazza Vico, nel centro storico, con l’arrivo di quattro coetanei, tre uomini e una donna, che lo hanno prima strattonato, poi aggredito in gruppo sotto gli occhi sconcertati dei presenti. Sul posto sono subito intervenuti polizia e carabinieri, con questi ultimi ad indagare sull’accaduto, mentre due dei quattro aggressori, fuggiti subito dopo l’assalto, sono già stati identificati. La famiglia, che ha nominato come legale l’avvocato Alessandro Orlando di Vasto, ha sporto subito denuncia.

Come stai adesso?

«Bene, mi hanno dimesso nel pomeriggio e i medici, che mi opereranno martedì, dicono che non c’è bisogno di punti. Presto starò come prima».

Hai il naso rotto e il labbro superiore spaccato.

«Sì, mi hanno aggredito in quattro».

Ne hai riconosciuto uno.

«Due di loro sono di Chieti, poi c’era una donna rumena e un ragazzo egiziano. Sì, ne ho riconosciuto uno ma non ho mai avuto a che fare con loro».

Quindi l’aggressione non può avere nessun movente.

«No, lo escludo. Li conosco soltanto di nome, perché in città, da tempo, terrorizzano i passanti».

Partiamo dall’inizio. Stai passando la serata con i tuoi amici davanti al bar. Che ore sono?

«Mezzanotte, circa. Intorno a noi ci sono moltissime persone, sia dentro che fuori dal locale».

Arrivano quattro ragazzi.

«Me li ritrovo alle spalle, sento uno spintone e loro che mi trascinano via per allontanarmi dagli altri».

Poi?

«Da lì ho difficoltà a dire chi abbia fatto cosa. Non penso mi abbiano colpito tutti e quattro, ma mi hanno circondato. Mi sono arrivati alcuni schiaffi, poi un pugno in pieno viso».

Dicevano qualcosa?

«No».

I tuoi amici?

«Non so cos’abbiano fatto, ma è durato tutto non più di trenta secondi. I ragazzi del bar sono arrivati subito e tre aggressori sono scappati immediatamente».

Il quarto?

«È rimasto a discutere con quelli del locale, per un po’. Poi sono andati tutti via».

In ospedale hai avuto paura?

«No. Sono arrivato la notte al reparto di pediatria, alle 15 del giorno dopo (ieri, ndr) mi hanno dimesso. Oltre alla frattura al naso e al labbro, ho molti graffi sul collo».

E la vita notturna, adesso, ti spaventa?

«Assolutamente no, ho i miei amici. Mi fido di loro e mi danno sicurezza. Se dovessi avere paura, uscirò con più amici ancora (sorride, ndr)».

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