Botte perché vive all’occidentale: c’è l’udienza

12 Marzo 2019

Vasto. Al via il processo all’extracomunitario accusato di minacce, lesioni e maltrattamenti all’ex moglie

VASTO. Minacce, lesioni e maltrattamenti all’ex moglie. Oggi il tribunale di Vasto dovrà occuparsi del movimentato menage di una coppia, separata da anni e protagonista, due anni fa, di una drammatica baruffa in via Ciccarone. Lui, K.A., 39 anni, di origine straniera, non ha mai accettato la separazione né il modo di vivere “occidentale” dell’ex moglie. Nonostante un ordine di allontanamento del tribunale di Vasto e il divieto assoluto di avvicinarsi e telefonare alla donna e ai figli, l’uomo davanti all’ospedale San Pio, procurò alla moglie graffi e contusioni. La figlia riuscì a rifugiarsi in ospedale. Un amico di famiglia, che aveva difeso la donna, riportò lesioni guaribili in 20 giorni. K.A., che qualche mese fa ha avuto una prima condanna per un altro episodio, ora rischia una severa sentenza.
Tutto è cominciato quando la moglie del trentanovenne, esasperata dai maltrattamenti che da anni continuava a subire, si è rivolta ai carabinieri di Cupello. Quando nel 2017 il gip del tribunale di Vasto, su richiesta del procuratore capo Giampiero Di Florio, emise il provvedimento di allontanamento, la donna tirò un sospiro di sollievo. Purtroppo la pace durò poco. K.A. tornò a Cupello più volte. Il 20 maggio 2017 aspettò che la donna parcheggiasse l’auto in via Ciccarone a Vasto, poi spalancò la portiera dell’auto e la minacciò con un taglierino, ordinandole di ritirare le denunce. La figlia fece in tempo a rifugiarsi in ospedale. Non riuscì invece ad evitare i pugni un amico di famiglia che, colpito al volto, fu costretto a farsi medicare in ospedale. Nel Vastese ci sono stati diversi casi di allontanamento obbligatorio. Troppi sono stati negli ultimi anni gli episodi di violenza che hanno visto le donne vittime.(p.c.)
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